Dopo una pausa di ben quindici anni, i Social Distortion sono tornati nel 2026 con un nuovo album. Nonostante l’età e la malattia, Mike Ness sprigiona in dieci nuove canzoni (e una cover) tutta l’energia e la vitalità di cui è capace regalandoci un lavoro meno omogeneo del solito, ma capace di mescolare sapientemente tutte le varie anime della band californiana in tre quarti d’ora di durata.

L’avvio sembra confermare un ritorno ai fasti punk dell’esordio “Mommy’s Little Monster”, come dichiarato dal frontman: la doppietta formata dalla title track e da No Way Out mantiene la promessa. La semi-ballad The Way Things Were è invece maggiormente legata a sonorità stonesiane come nel precedente album “Hard Times and Nursery Rhymes”, mentre Tonight torna alla passione country-rock d’inizio anni Novanta (quella legata soprattutto al lavoro omonimo).

Abbiamo quindi una Partners in Crime figlia dell’epicità di “Sex, Love & Rock’n’Roll”, epicità ripresa anche in Don’t Keep Me Hanging On. Segue una sentita ma inutile versione della hit planetaria di Chris Isaak Wicked Game, che stando alle parole di Ness, secondo il quale questo album nasce da una selezione di una quarantina di nuovi pezzi, non si capisce proprio perchè sia entrato fra gli undici fortunati prescelti.

Il resto è divertimento puro, grazie al country da saloon di Crazy Dreamer, al riff hard rock di Walk Away (Don’t Look Back), al bluesaccio Never Goin’ Back Again e alla conclusione affidata al rock’n’roll di Over You. Altri cento dischi così per te Mike, non farci brutti scherzi.

Andrea Manenti