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Autore: Andrea Manenti

  • The Lemon Twigs – Look for Your Mind!: Recensione

    The Lemon Twigs – Look for Your Mind!: Recensione

    Tripletta clamorosa per i Lemon Twigs, che dal 2023 ad oggi non hanno sbagliato un’uscita discografica. “Everything Harmony”, “A Dream Is All We Know” e questo “Look For Your Mind!” ci regalano infatti una band in forma come poche, dedita alla ricerca della canzone perfetta seguendo i vari stili che hanno reso gli anni Sessanta…

  • Social Distortion – Born To Kill: Recensione

    Social Distortion – Born To Kill: Recensione

    Dopo una pausa di ben quindici anni, i Social Distortion sono tornati nel 2026 con un nuovo album. Nonostante l’età e la malattia, Mike Ness sprigiona in dieci nuove canzoni (e una cover) tutta l’energia e la vitalità di cui è capace regalandoci un lavoro meno omogeneo del solito, ma capace di mescolare sapientemente tutte…

  • White Denim – 13: Recensione

    White Denim – 13: Recensione

    “13” è il titolo del nuovo album della band texana White Denim, tredicesimo di una carriera ormai ventennale e frutto della ricerca interiore del leader James Petralli, nato il 13 agosto. Un numero simbolo, dunque, che nella spiegazione di Petralli assume un doppio significato: l’indipendenza e la creatività nella sua accezione positiva, il caos e…

  • The Post Seasons – Songs for the Sound Guy: Recensione

    The Post Seasons – Songs for the Sound Guy: Recensione

    L’esordio dei bergamaschi The Post Seasons suona come un’allegra ed energica rimpatriata fra vecchi amici, tutti con un passato più o meno recente all’interno della scena. Lowinsky, Cheap Mondays, Elefanti, Panamas, Slowed… Di questo si sta parlando. Un universo sonoro che ha fatto del punk e dell’indie d’inizio millennio (con qualche traccia più dura e…

  • Iron & Wine – Hen’s Teeth: Recensione

    Iron & Wine – Hen’s Teeth: Recensione

    Registrato in contemporanea al precedente “Light Verse” uscito due anni fa, questo “Hen’s Teeth”, proprio come i denti di una gallina, è qualcosa che non sarebbe dovuto esistere, ma che fortunatamente c’è. Rispetto alla precedente pubblicazione a nome Iron & Wine, si nota persino un miglioramento nella ricerca quasi filologica della perfetta canzone country folk statunitense,…

  • Pollio – Dopo la bomba: Recensione

    Pollio – Dopo la bomba: Recensione

    Se circa un decennio fa l’indie italiano avesse scelto di guardare a Battiato anziché a Venditti, probabilmente Pollio riempirebbe l’Arena, mentre Calcutta chissà… Proprio dieci anni sono passati dall’esordio solista dell’ex Io?Drama, album in cui già si faceva avanti con prepotenza il lato più pop e insieme cantautorale (ebbene sì, è possibile) dell’artista milanese. Nel…

  • Jack White – Frozen Charlotte: Recensione

    Jack White – Frozen Charlotte: Recensione

    Nel 2026 si può essere immersi nel futuro, un futuro da te creato, pur restando ben ancorati alle tradizioni con le quali sei cresciuto? Se il tuo nome è Jack White la risposta è affermativa. Non è certo la prima volta che il folletto/vampiro di Detroit pubblica un album di tale sconcertante nudità, purezza e…

  • The Molotovs – Wasted On Youth: Recensione

    The Molotovs – Wasted On Youth: Recensione

    “Wasted On Youth” è esattamente ciò che un album di debutto dovrebbe sempre essere: una ventata di freschezza e grinta. Undici canzoni che pescano a mani basse dai fratelli maggiori che già sono entrati nella storia del rock britannico, senza per questo risultare mere copie. L’intro dell’iniziale Get A Life non può non far pensare…

  • Converge – Hum Of Hurt: Recensione

    Converge – Hum Of Hurt: Recensione

    “Hum Of Hurt” è il secondo disco pubblicato dai Converge nel 2026. Questo nuovo lavoro non ha nulla da invidiare al predecessore “Love Is Not Enough”, con il quale condivide anche qualcosa. Le dieci tracce che compongono l’opera descrivono la manifestazione fisica delle sofferenza umana, puntando su una forte empatia. Se impari a leggere tra…

  • Kneecap – Fenian: Recensione

    Kneecap – Fenian: Recensione

    I Kneecap arrivano come un tuono fragoroso nel temporale morale degli ultimi anni, per svegliare dal torpore le nuove (ma anche le vecchie) generazioni con uno dei progetti musicali e politici più influenti dai tempi gloriosi dei Rage Against The Machine (tradotto: trent’anni). Denunce assurde per terrorismo islamico, insulti (non gratuiti) al premier inglese, appelli…