Algiers – There Is No Year: Recensione

Gli Algiers sono una band dinamitarda. Il loro obiettivo, sin dalla nascita, è la rivoluzione. Prendete gli MC5 e trasportateli nel nuovo millennio: molto probabilmente avrebbero suonato come cinque anni fa...

Madbeat – Luci Rosse: Recensione

  Forse ancora oggi, nel 2020, c’è qualche speranza per il punk italiano. I Madbeat, band torinese attiva dal 2013 (ma solo al secondo album) sono qui a confermarcelo. Nove pezzi, nove piccole bombe...

The Who – Who: Recensione

«I hope I die before I get old»: mai bugia più grossa fu raccontata in ambito rock. Se è vero infatti che i compianti Keith Moon e John Entwistle hanno smesso di farci compagnia già da tempo, è anche vero c...

Leonard Cohen – Thanks for the Dance: Recensione

Spesso gli album postumi nascondono una precisa strategia da parte della casa discografica per lucrare il massimo possibile. Quando questo non accade, però, non è così difficile trovarsi di fronte al miraco...

Begbie – Play Hard: Recensione

Begbie è uno dei mitici personaggi partoriti ormai più di 30 anni fa dalla mente malata e geniale dello scrittore scozzese Irvine Welsh nel suo libro di culto “Trainspotting”. Libro che qualche anno dopo è ...

Bonnie Prince Billy – I Made a Place

Attore, ma soprattutto cantautore statunitense, cinque diversi pseudonimi (Palace, Palace Songs e Palace Brothers negli anni Novanta; il nome di battesimo Will Oldham e appunto Bonnie Prince Billy nel nuovo...

Boy & Bear – Suck on Light: Recensione

Gli australiani Boy & Bear, che quest’anno compiono dieci anni di attività, sono sempre stati un mix, a volte riuscito altre meno, fra il nuovo folk-pop vicino a Mumford And Sons e Fleet Foxes (cioè nie...

Mikal Cronin – Seeker: Recensione

Anni fa il pubblico rock salutò l’arrivo di nuovi fenomeni quali Ty Segall, Thee Oh Sees e Mikal Cronin con immensa gioia. Il garage era tornato, fresco, grintoso e di alta qualità. Oggi Mikal si è un po’ d...