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Fake Names – Fake Names: Recensione

Ecco i due assunti senza i quali l’ascolto di questo album non avrebbe alcun senso: 1) I Fake Names non sono una super band, ma un gruppo di amici che si ritrova ogni tanto a condividere la propria passi...

Cable Ties – Far Enough: Recensione

A tre anni dall’esordio omonimo, ecco tornare i Cable Ties. “Far Enough” conferma appieno le grandi qualità della band australiana: una forte voce, attiva molto anche nel sociale, su una base punk che guard...

Brian Fallon – Local Honey: Recensione

Brian Fallon è un eroe americano. Basti vedere la copertina di “Local Honey”: una foto in bianconero di un ragazzo e una ragazza abbracciati, seduti all’aperto, sopra un’auto. Cresciuto con la leggenda di B...

Thundercat – It Is What It Is: Recensione

Stephen Bruner ha solo trentacinque anni, ma con la musica ci ha già giocato in ogni modo possibile. Nato come bassista dei Suicidal Tendencies, collabora poi con Erikah Badu, contribuisce a creare il capol...

Greg Dulli – Random Desire: Recensione

Un album strano, questo “Random Desire”, un album al contrario, all’interno del quale Greg Dulli sembra non sappia troppo bene quale direzione musicale prendere. Dopo più di trent’anni di carriera, Dulli pu...

Pearl Jam – Gigaton: Recensione

Assunto primo: i Pearl Jam sono oggettivamente una delle migliori band della storia del rock. Assunto secondo: dopo il primo esaltante decennio, comprensivo di almeno due riconosciuti capolavori quali l’es...

The Men – Mercy: Recensione

The Men, la band di Mark Perro e Nick Chiericozzi, sono una delle creature più ingiustamente sottovalutate del panorama musicale a stelle e strisce. Giunta ormai all’ottavo album, la formazione newyorkese p...

Porridge Radio – Every Bad: Recensione

«I've always known that we're the best band in the world». Queste le parole rilasciate al New Musical Express da Dana Margolin, leader dei Porridge Radio, giovane band proveniente da Brighton in attività da...