
Denunce via social, la casa distrutta, giochi di potere, un matrimonio fallito in breve tempo. Questa recensione non parlerà delle vicissitudini private tra Laura Jane Grace e la moglie Paris Campbell. Se vi interessa, fatevi un giro su internet. Purtroppo troverete di tutto e di più. Di correlato e sicuro, però, c’è che questo album non avrete mai la possibilità di sentirlo dal vivo, data la cancellazione del tour mondiale seguita alle suddette controversie. È altrettanto vero, però, che se l’anno scorso eravate anche voi al Circolo Magnolia di Milano, allora avete già avuto la fortuna di ascoltare live le prime sette canzoni dell’album, tra l’altro in un concerto punk di rara forza e intensità.
“Adventure Club” è il punto di arrivo di quello che probabilmente si può considerare come il terzo periodo d’oro nella carriera di Laura Jane Grace per qualità di scrittura. Il primo fu quello delle origini con i suoi Against Me! e il secondo quello del capolavoro “Transgender Dysphoria Blues”, pubblicato una decina di anni fa. Ora, dopo tre dischi solisti di stampo cantautorale e l’EP cow-punk “Give an Inch” con i Mississippi Medicals, questo nuovo lavoro, uscito a nome Laura Jane Grace in The Trauma Tropes (con la moglie co-cantante e co-autrice dell’opera), segna il ritrovamento completo del punk più puro.
Ci sono infatti dieci brani in stile puramente Ramones, che raggiungono il culmine nel gospel profano e dissacrante di Your God (God’s Dick) e nelle conclusive Free Cigarettes (folk acustico come solo Laura sa fare) e Walls (una ballad elettrica). Con l’augurio che Laura e Paris (insieme o separatamente) possano ritrovare una propria stabilità, ascoltatevi nel frattempo questo proiettile di mezz’ora di durata, artisticamente davvero valido.
Andrea Manenti

Mi racconto in una frase: insegno, imparo, ascolto, suono
I miei 3 locali preferiti per ascoltare musica: feste estive (per chiunque), Latteria Molloy (per le realtà medio-piccole), Fabrique (per le realtà medio-grosse)
Il primo disco che ho comprato: Genesis “…Calling All Stations…” (in verità me l’ero fatto regalare innamorato della canzone “Congo”, avevo dieci anni)
Il primo disco che avrei voluto comprare: The Clash “London Calling” (se non erro i Clash arrivarono ad inizio superiori…)
Una cosa di me che penso sia inutile che voi sappiate ma ve la racconto lo stesso: adoro Batman
