Viagra Boys – Viagr Aboys: Recensione

Dieci anni di carriera non sono bastati per far cambiare i connotati principali di ironia, volgarità e schifo che ci hanno fatto innamorare dei Viagra Boys: prove ne siano il rutto nella strofa introduttiva...

Deftones – Private Music: Recensione

È incredibile che siano passati trent’anni dal primo vagito discografico dei Deftones, da quella forza ed emotività fuse insieme che ne hanno fatto il figlio più bello, leggiadro e qualitativamente duraturo...

Lucy Dacus – Forever Is a Feeling: Recensione

Dice il proverbio: «Mai giudicare un disco dalla copertina». Aggiungiamo pure di non giudicare mai un’opera dalla prima traccia (Calliope Prelude, un violino straziante e angoscioso). Ma nonostante questi g...

Bob Mould – Here We Go Crazy: Recensione

Erano gli anni Ottanta. In quel di Minneapolis, oltre alla star planetaria Prince, girava su un vecchio furgone scassato una band che avrebbe fatto la storia dell’alternative rock a stelle e strisce. Quella...

Richard Dawson – End of the Middle: Recensione

Artista sui generis, Richard Dawson ha all’attivo nove album di matrice cantautoriale e una buona serie di articoli in cui la stampa albionica lo identifica come uno dei più talentuosi e "strani" songwriter...

Peter Doherty – Felt Better Alive: recensione

“Un disco country, qualcosa di così dolce e malinconico che solo i cowboy potrebbero cantarlo”: così Peter Doherty ha descritto il suo nuovo lavoro solista, un disco che si colloca idealmente come il terzo dell...

Turnstile – Never Enough: Recensione

Già prima di uscire questo “Never Enough”, quarto album in carriera dei Turnstile, è stato circondato da un hype che in ambito punk non si vedeva probabilmente dai tempi di “American Idiot” dei Green Day. Con q...