
Facile trasformare l’uomo in un’icona del pop, più facile ancora distruggerla e odiarla. Facilissimo, se l’icona in questione è un certo Morrissey. Essere oggettivi, quindi, in questo caso diventa complicato. È infatti uscito un nuovo lavoro dell’artista mancuniano, il sedicesimo di una proficua carriera solista iniziata nell’ormai lontanissimo 1988. E com’è questo “Make-Up Is a Lie”? Un capolavoro? Un obbrobrio?
Nonostante Morrissey abbia portato il suo pubblico a esprimersi spesso per eccessi (come fa lui, d’altronde), questo album è una giusta via di mezzo: un’opera mediocre, in cui però si erge ancora il suo indiscusso talento. L’inizio è il classico ruggito del vecchio leone che non ha perso la voracità. La doppietta formata da You’re Right, It’s Time e dalla title track si basa infatti su quella particolare modulazione vocale che è uno dei motivi principali per cui ancora oggi gli Smiths vengono giustamente celebrati come mito.
Spiazzante è Notre-Dame, un electro pop che sembra giocare a fare da controvoce al brano di Robbie Williams uscito a gennaio e intitolato proprio Morrissey. Abbiamo poi la toccante cover di Amazona dei Roxy Music, da sempre numi del Nostro, la ballad romantica fino all’esasperazione Boulevard, il tributo ai magnifici sixties di Zoom Zoom the Little Boy e una lettera d’amore a Lester Bangs nel brano omonimo. La conclusione è affidata al gioiellino pop rock The Monsters of Pig Alley.
Come si diceva: un brutto album? Assolutamente no. Un capolavoro? Nemmeno. Talento ce n’è? Sempre.
Andrea Manenti

Mi racconto in una frase: insegno, imparo, ascolto, suono
I miei 3 locali preferiti per ascoltare musica: feste estive (per chiunque), Latteria Molloy (per le realtà medio-piccole), Fabrique (per le realtà medio-grosse)
Il primo disco che ho comprato: Genesis “…Calling All Stations…” (in verità me l’ero fatto regalare innamorato della canzone “Congo”, avevo dieci anni)
Il primo disco che avrei voluto comprare: The Clash “London Calling” (se non erro i Clash arrivarono ad inizio superiori…)
Una cosa di me che penso sia inutile che voi sappiate ma ve la racconto lo stesso: adoro Batman
