La prossima edizione si terrà dal 2 al 6 giugno 2027 e porterà al Parc del Fòrum 151 artisti e band, con una line-up ancora una volta fortemente al femminile.
Tra i nomi più attesi c’è Doechii, una delle figure più interessanti della nuova scena rap americana, al debutto in Spagna dopo l’esplosione di Alligator Bites Never Heal e dei suoi live ad altissima intensità. Ci sarà anche Phoebe Bridgers, ormai cantautrice generazionale, pronta a tornare sul palco con il nuovo Lost Weekend.
Dal rock arrivano gli irlandesi Fontaines D.C., mentre i Massive Attack faranno finalmente il loro debutto al festival. Spazio anche alla furia hardcore dei Turnstile, all’elettronica dei Chemical Brothers e al pop di Robyn, una delle artiste più amate dalle artiste pop che amiamo.
E ancora: FKA twigs, con uno show completamente nuovo; Bad Gyal, orgoglio di Barcellona diventato fenomeno internazionale; e Hayley Williams, una delle figure più importanti del rock al femminile degli ultimi vent’anni.
La lista, naturalmente, è molto più lunga.
Dal pop all’elettronica, passando per tutto il resto Sul palco del Parc del Fòrum troveremo anche Lola Young, ancora accompagnata dall’eco di Messy; Skrillex, che chiuderà il festival insieme all’australiana Ninajirachi con un set b2b; e gli iconici Pavement.
Ci saranno poi la slovacca ADÉLA, nuova promessa del pop; il duo dance Prospa; Caroline Polachek; i sei elementi — e le infinite idee — di King Gizzard & the Lizard Wizard; i Bleachers di Jack Antonoff; gli inossidabili Underworld; il rapper britannico EsDeeKid e ANOHNI, che porterà sul palco uno speciale set dedicato a brani di Lou Reed, suo amico e collaboratore. E questi sono soltanto alcuni dei nomi.
Non solo il Parc del Fòrum
Il festival inizierà ufficialmente mercoledì 2 giugno con una giornata inaugurale gratuita e continuerà fino a domenica 6, quando Primavera Bits chiuderà l’edizione con una maratona elettronica di otto ore.
Protagonisti saranno Richie Hawtin, Four Tet e Dixon, riuniti per la prima volta insieme in un unico evento. Un finale decisamente ambizioso.
Il Parc del Fòrum resterà il centro del festival, ma anche il resto di Barcellona sarà coinvolto: club, locali e altri spazi ospiteranno un programma parallelo che sarà annunciato nei prossimi mesi. L’obiettivo è trasformare i cinque giorni del festival in una vera settimana musicale.
A tutto questo si aggiunge Primavera Pro, il programma dedicato ai professionisti dell’industria musicale, che nel 2027 festeggerà la sua 18ª edizione e debutterà al DHub con incontri, conferenze e showcase.
Biglietti: come funziona la vendita
Fino alle 23:59 del 7 ottobre CEST sarà possibile registrarsi sul sito ufficiale di Primavera Sound per accedere alla Fan Sale. Gli utenti registrati riceveranno l’8 ottobre una mail con le istruzioni per acquistare i biglietti a partire dalle 11.
I prezzi della Fan Sale saranno: General: 295 € + commissioni e VIP: 545 € + commissioni
La Fan Sale durerà 24 ore oppure fino all’esaurimento dei biglietti. La vendita generale partirà invece il 9 ottobre alle 11 CEST su Fever, con prezzi di: General: 350 € + commissioni IP: 545 € + commissioni
Insomma, Primavera Sound compie 25 anni ma continua a comportarsi come se fosse appena arrivato alla festa. E, a giudicare dalla line-up, sembra avere ancora parecchia voglia di ballare.

smemorato cronico, sognatore ostinato e cercatore compulsivo di dischi capaci di rimettere in ordine (almeno il mio) mondo, nonfoss’altro per la durata di una canzone. Bazzico questo meraviglioso postaccio dal 1998, convinto di essere sempre indie prima degli altri, anche di me stesso.
I miei 3 rifugi sonori: Il Bloom di Mezzago, l’Arci Bellezza e il Gagarin a Busto Arsizio. Nel cuore però rimarranno per sempre Spazio Musica a Pavia e il Babylonia in quel di Ponderano, nel Biellese.
Il primo disco comprato: la cassetta con il retrocopertina non censurato di Appetite for Destruction dei Guns.
Il primo disco che avrei voluto comprare: I Mostri di Thimothy dei Motorpsycho.
Una cosa che probabilmente non vi servirà sapere: parafrasando John Fante, ogni tanto mi sembra di intravedere il lato più tragicomico dell’esistenza. Poi metto su un disco che vale davvero la pena ascoltare e, per una quarantina di minuti, il mondo torna ad avere un senso. E anche farne parte, tutto sommato, non mi dispiace.
