Dopo una lunga attesa, Beirut torna finalmente in Italia. Il progetto musicale guidato dal cantautore e polistrumentista Zach Condon annuncia tre appuntamenti nel nostro Paese per l’estate 2027, offrendo al pubblico l’occasione di ritrovare dal vivo uno degli universi sonori più originali e riconoscibili della scena indie internazionale. Il tour farà tappa a Roma, Bologna e Milano, con tre concerti in programma tra il 1° e il 3 luglio. Si parte giovedì 1° luglio all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, nell’ambito del Roma Summer Fest. Venerdì 2 luglio sarà la volta del Sequoie Music Park di Bologna, mentre sabato 3 luglio la band arriverà al Magnolia di Milano per Unaltrofestival.
Il ritorno italiano rappresenta un’occasione particolarmente attesa per immergersi nuovamente nelle atmosfere inconfondibili dei Beirut, un progetto che in quasi vent’anni di carriera ha saputo costruire un linguaggio musicale personale, sospeso tra indie-folk, pop orchestrale e suggestioni provenienti dalle tradizioni musicali di diverse parti del mondo.
Fin dall’acclamato album d’esordio Gulag Orkestar, pubblicato nel 2006, Zach Condon ha sviluppato una scrittura capace di intrecciare malinconia, melodie evocative e arrangiamenti ricchi di sfumature. Trombe, ottoni, fisarmoniche e strumenti acustici contribuiscono a creare paesaggi sonori che sembrano raccontare luoghi lontani, viaggi immaginari e ricordi trasformati in musica.
Il tour arriva dopo la pubblicazione di A Study of Losses (2025), l’ultimo lavoro in studio dei Beirut. Composto da 18 tracce, l’album nasce da una commissione della compagnia teatrale svedese Kompani Giraff ed è ispirato al libro An Inventory of Losses di Judith Schalansky. Il disco affronta temi come la scomparsa, la memoria e la conservazione, ampliando ulteriormente la ricerca musicale di Condon attraverso suggestioni corali, atmosfere ambient e richiami alla musica antica.
Un percorso che prosegue l’esplorazione iniziata con Hadsel (2023), album registrato su una remota isola norvegese, e che conferma la capacità del musicista americano di reinventare continuamente il proprio universo creativo senza perdere il calore melodico che lo contraddistingue.
I tre concerti italiani saranno quindi l’occasione per attraversare le diverse stagioni della discografia dei Beirut, tra i brani che hanno reso celebre il progetto e le nuove composizioni di A Study of Losses. Un viaggio musicale tra nostalgia e scoperta, in cui la dimensione intima della scrittura incontra arrangiamenti dal respiro orchestrale.
BEIRUT – LE DATE ITALIANE
Giovedì 1° luglio 2027 – Roma, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone – Roma Summer Fest.
Venerdì 2 luglio 2027 – Bologna, Sequoie Music Park.
Sabato 3 luglio 2027 – Milano, Magnolia – Unaltrofestival.
Biglietti: disponibili dalle ore 10 di venerdì 30 ottobre su Comcerto e Live Nation.
Maggiori informazioni: sito ufficiale Beirut.

smemorato cronico, sognatore ostinato e cercatore compulsivo di dischi capaci di rimettere in ordine (almeno il mio) mondo, nonfoss’altro per la durata di una canzone. Bazzico questo meraviglioso postaccio dal 1998, convinto di essere sempre indie prima degli altri, anche di me stesso.
I miei 3 rifugi sonori: Il Bloom di Mezzago, l’Arci Bellezza e il Gagarin a Busto Arsizio. Nel cuore però rimarranno per sempre Spazio Musica a Pavia e il Babylonia in quel di Ponderano, nel Biellese.
Il primo disco comprato: la cassetta con il retrocopertina non censurato di Appetite for Destruction dei Guns.
Il primo disco che avrei voluto comprare: I Mostri di Thimothy dei Motorpsycho.
Una cosa che probabilmente non vi servirà sapere: parafrasando John Fante, ogni tanto mi sembra di intravedere il lato più tragicomico dell’esistenza. Poi metto su un disco che vale davvero la pena ascoltare e, per una quarantina di minuti, il mondo torna ad avere un senso. E anche farne parte, tutto sommato, non mi dispiace.

