“Si tratta del terzo video diretto da David Dalglish, uno scozzese che sta pian piano diventando l’interprete visuale ufficiale della nostra musica,” spiega Wynn. “E amo il modo in cui ha catturato il triplo significato di “Put Some Miles On” – macinare km in auto, l’esperienza e la saggezza nel girare le pagine del calendario, e ovviamente il nostro amore per Miles Davis. È veramente una maratona a zig zag!” Steve Wynn suonerà giovedì sera un concerto acustico da Germi a Milano, come segnalato nella nostra guida qui.
La band ha annunciato le date del tour europeo e britannico per il 2019. A giugno infatti i The Dream Syndicate passeranno per il nostro paese per quattro imperdibili date: il 18 giugno presso la Mole Vanvitelliana di Ancona, il 19 giugno al Magnolia di Milano, il 20 giugno all’Arena Cappuccini di Cesenatico e il 21 giugno al teatro Astoria di Fiorano Modenese.Co-prodotto da John Agnello (Phosphorescent, Waxahatchee, The Hold Steady, Dinosaur Jr.), These Times è stato registrato ai Montrose Studio di Richmond in Virginia. Wynn ha scritto instudio i testi dei brani, dopo che la band aveva finito di registrarli, in questo modo le parole furono dettate più dai suoni che da altro. Questo processo ha contribuito all’urgenza del titolo dell’album.
“These Times. Questo è tutto. È tutto ciò di cui stiamo parlando, tutto ciò a cui stiamo pensando. Non si può evitare il panico esistenziale di un mondo che sta rapidamente precipitando, evolvendosi e cambiando corso di ora in ora. Sembra falso non affrontare e riflettere le cose a cui non possiamo smettere di pensare: l’intero mondo sta proprio guardando. I testi dell’album sono solo uno specchio del terrore, del panico, della mania, della speculazione, della malinconia, alla fine ignorando l’abbandono che potrebbe seguire. È tutta questione di dove siamo. “
19 Giugno Milan, Magnolia
20 Giugno Cesenatico, Arena Cappuccini (IT)
21 Giugno a Fiorano Modenese, Teatro Astoria (IT)
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memorato cronico, sognatore ostinato e cercatore compulsivo di dischi capaci di rimettere in ordine il mondo, almeno per la durata di una canzone. Bazzico questo meraviglioso postaccio dal 1998, convinto di essere sempre indie prima degli altri, anche di me stesso.
I miei 3 rifugi sonori: Il Bloom di Mezzago, l’Arci Bellezza e il Gagarin a Busto Arsizio. Nel cuore però rimarranno per sempre Spazio Musica di Pavia e il Babylonia di Ponderano.
Il primo disco comprato: la cassetta con il retrocopertina non censurato di Appetite for Destruction dei Guns.
Il primo disco che avrei voluto comprare: I Mostri di Thimothy dei Motorpsycho.
Una cosa che probabilmente non vi servirà sapere: parafrasando John Fante, ogni tanto mi sembra di intravedere il lato più tragicomico dell’esistenza. Poi metto su un disco che vale davvero la pena ascoltare e, per una quarantina di minuti, il mondo torna ad avere un senso. E anche farne parte, tutto sommato, non mi dispiace.
