“Sindacato dei sogni” segna il grande ritorno dei Tre Allegri Ragazzi Morti. L’album (presentato con un live al Santeria Social Club di Milano, qui la nostra gallery) salta fuori tre anni dopo “Inumani” per La Tempesta, etichetta indipendente fondata dagli stessi Tre Allegri, e distribuito da Believe/Master Music. Il titolo celebra il rock psichedelico del gruppo statunitense The Dream Syndicate di Steve Wynn, rivelando un apparente ritorno a un suono primordiale, ma ricco di una freschezza tangibile.

La copertina del disco fotografa tre gatti di ceramica (la stessa ceramica italiana anni ’70 persa in California che dà il titolo a una delle tracce) rielaborati con la maschera emblema del gruppo grazie all’intercessione grafica di Davide Toffolo. Il tutto inquadrato all’interno di un’atmosfera vintage (le sessioni di registrazione del disco, dicono gli stessi TARM, si alternavano a «passeggiate nel bosco e dormite nella grande sala di ripresa, fra gli strumenti»).

A deliziare l’orecchio è una certa ricercatezza strumentale, a partire dalla batteria, una Ludwig del 1973 che caratterizza l’intero album del gruppo mascherato. I tre singoli, Caramella, Bengala e Calamita, sono anche i nomi dei tre gatti in copertina. Il primo, Caramella, ha un contenuto racchiuso in sole venti parole che trovano ispirazione nelle poesie del livornese Giorgio Caproni e in Iggy Pop. Calamita, invece, porta con sé sonorità anni ’60 e un parlare divertito di cui Pordenone (la città dei TARM) è ancora una volta protagonista.

C’era un ragazzo che come me non assomigliava a nessuno, terzo brano nella tracklist, è un flash di vissuti di un ragazzo degli anni ’80, accompagnato dal sassofono del jazzista Francesco Bearzatti. In quarta posizione, AAA Cercasi è il disegno ironicamente disperato, o disperatamente ironico, di una donna e della sua autodeterminazione, tenuto per mano da Matt Bordin e la sua armonica.

Accovacciata Gigante amalgama due episodi distinti, diretti rispettivamente da Mattia Cominotto (Od Fulmine) e Davide Toffolo, all’interno di un mix di meraviglia, tragedia, deviazioni evasive, ricongiunzioni estemporanee e un pizzico di Pink Floyd. Immediatamente dopo troviamo Bengala, di cui esiste una seconda versione chiamata Con i bengala in cielo (bonus track), tutta archi, proprio quelli di Davide Rossi, armonica e voce.

Mi capirai (solo da morto) accusa, con quella vena ironica tipica del gruppo, chi non è in grado di ascoltare e comprendere la novità nella sua interezza e potenza, ed “è il destino di chi è soltanto un po’ più avanti di te”. Difendere i mostri dalle persone, che scorre intrecciandosi con le parole di Mattia Cominotto, amalgama perfettamente la schiettezza di tendenza rock blues e la delicatezza di casa.

Non ci provare è una ventata d’aria fresca, un inno contro il timore che circoscrive le relazioni personali e una ricerca di pura libertà. Una di quelle canzoni-intuizioni di Davide Toffolo, che lui stesso crede potrebbe portarlo dietro le sbarre. La già citata Una ceramica italiana persa in California, decima traccia, chiude il cerchio con un excursus di 12.03 minuti: una tela ritmica aggrovigliata, synth, arpeggi e immancabilmente tanto amore.

Undici tracce, compresa la bonus track, intrise dell’essenza dei Tre Allegri Ragazzi Morti, che non rompono con il passato, ma a cui presente, futuro e innovazione sono particolarmente cari. Un disco da assaporare e comprendere traccia dopo traccia, e da accompagnare alla carica prevista per il “Sindacato dei sogni Tour” che partirà il 16 Febbraio 2019 da Ravenna per poi proseguire lungo tutto lo stivale.

Camilla Campart