Sul Primavera Sound 2020 ci abbiamo messo una pietra sopra. Negli scorsi giorni gli organizzatori hanno spiegato con una lettera le ovvie motivazioni del reinvio al 2 giugno 2021. Oggi l’organizzazione ha confermato la lineup della prossima edizione del festival. Tra le tante confermo, restano al loro posto Iggy Pop, Massive Attack, Tyler, The Creator, Beck, Bad Bunny, Iggy Pop, The Strokes, i Pavement in una nuova reunion, i Gorillaz, IDLES, FKA Twigs, Charli XCX. Una line up ottima con qualche defezione difficile da non notare come Bill Callahan, Kim Gordon, Bauhaus e Mavis Staples.
I biglietti acquistati per l’edizione di quest’anno saranno validi per la prossima edizione, se ancora siete titubanti eccovi i vantaggi di tenere il biglietto e riutilizzarlo per il Primavera Sound 2022
- Un credito del 10% da spendere nel merchandise del Primavera Sound 2021.
- Accesso esclusivo al pacchetto early bird per l’edizione 2022
- 15% di sconto per comprare il biglietto dell’edizione 2021 a un amico
- Edizione esclusiva del libro dedicato al 20esimo anniversario
- Una maglietta commemorativa del festival
Sui social del festival potete trovare la line-up completa annunciata fino a questo momento:

memorato cronico, sognatore ostinato e cercatore compulsivo di dischi capaci di rimettere in ordine il mondo, almeno per la durata di una canzone. Bazzico questo meraviglioso postaccio dal 1998, convinto di essere sempre indie prima degli altri, anche di me stesso.
I miei 3 rifugi sonori: Il Bloom di Mezzago, l’Arci Bellezza e il Gagarin a Busto Arsizio. Nel cuore però rimarranno per sempre Spazio Musica di Pavia e il Babylonia di Ponderano.
Il primo disco comprato: la cassetta con il retrocopertina non censurato di Appetite for Destruction dei Guns.
Il primo disco che avrei voluto comprare: I Mostri di Thimothy dei Motorpsycho.
Una cosa che probabilmente non vi servirà sapere: parafrasando John Fante, ogni tanto mi sembra di intravedere il lato più tragicomico dell’esistenza. Poi metto su un disco che vale davvero la pena ascoltare e, per una quarantina di minuti, il mondo torna ad avere un senso. E anche farne parte, tutto sommato, non mi dispiace.
