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Murubutu live al BlueNote di Milano: 15/10/2026

Ieri sera, 14 ottobre, il palco del Blue Note di Milano ha accolto Murubutu, protagonista di un concerto in cui la parola si è fatta racconto e la musica ha costruito paesaggi, atmosfere e suggestioni. Accompagnato dalla Moon Jazz Band, l’artista ha portato in scena il suo universo sonoro, sospeso tra hip hop, jazz e letteratura, in un incontro tra linguaggi diversi ma accomunati dalla capacità di emozionare e dare forma alle storie.

La dimensione dal vivo ha offerto una cornice particolarmente significativa alla poetica di Murubutu, nome d’arte di Alessio Mariani, rapper e docente che ha fatto della narrazione uno degli elementi distintivi della propria identità artistica. Nelle sue canzoni, la metrica non è soltanto ritmo, ma uno strumento per raccontare personaggi, sentimenti e vicende che attraversano il tempo e lo spazio. La collaborazione con la Moon Jazz Band ha valorizzato questa vocazione narrativa, mettendo in dialogo la precisione della scrittura rap con le possibilità espressive del linguaggio jazzistico.

Nel corso della serata, Murubutu ha condiviso con il pubblico anche una nota personale, dichiarando di essere un «clarinettista mancato». Una confessione che ha assunto un significato particolare proprio sul palco del Blue Note, luogo simbolo della cultura jazz milanese. L’artista ha espresso tutto il proprio orgoglio per la possibilità di esibirsi in uno spazio così prestigioso nelle vesti di cantante rap e letterato. Un’emozione che racconta il senso profondo del progetto: portare la propria identità musicale in un contesto legato a una tradizione differente, dimostrando come il rap narrativo e il jazz possano incontrarsi e arricchirsi reciprocamente. Per Murubutu, dunque, non soltanto un concerto, ma anche un’occasione speciale per unire due passioni e condividere con il pubblico un percorso artistico personale.

La scaletta ha attraversato tredici brani, a partire da Minuscola, che ha introdotto il pubblico nell’immaginario dell’artista. Sono seguiti La Città Degli Angeli e La stella e il marinaio, titoli che evocano fin da subito immagini e orizzonti narrativi, prima di proseguire con Grande Città e Multiverso, che ampliano lo sguardo verso dimensioni urbane e universi possibili.

Con Paolo e Francesca, Murubutu ha richiamato uno dei legami più riconoscibili della sua produzione: quello tra musica e tradizione letteraria. Il percorso è continuato con Il migliore dei mondi e Temporale, per poi passare a Megalopoli, Occhiali da luna e Sindrome di Stendhal. La scaletta ha trovato ulteriore spazio espressivo in Grecale, prima di arrivare a Sumud, che ha completato il viaggio musicale della serata.

A dare una prospettiva nuova ai brani è stata la presenza della Moon Jazz Band, protagonista di un dialogo musicale capace di affiancare alla struttura ritmica dell’hip hop sfumature e possibilità timbriche proprie del jazz. Non una semplice trasposizione delle canzoni, ma una rilettura che ne valorizza la componente melodica e la ricchezza narrativa, mantenendo intatta l’identità dell’autore.

Il concerto al Blue Note ha così messo in evidenza la versatilità di Murubutu e la sua capacità di superare i confini tra generi, confermando il valore di una proposta in cui scrittura, musica e immaginazione convivono. Una serata che ha trasformato il palco milanese in un luogo d’incontro tra rap e jazz, con la parola al centro e la consapevolezza che raccontare storie può essere, prima di tutto, un modo per avvicinare mondi diversi.