Ci sono dischi che guardano al passato con nostalgia e altri che lo trattano come materiale da saccheggiare. L’omonimo debutto degli Adult DVD appartiene decisamente alla seconda categoria: prende la rave culture degli anni ’90, l’estetica Day-Glo, l’arroganza del dancefloor e l’energia del Madchester, li mescola con l’indie dance contemporaneo e li restituisce in una forma sporca, sfacciata e soprattutto fisica.

Al centro del progetto ci sono il cantante Harry Hanson e il tastierista Greg Lonsdale, insieme a Danny Blackburn, Jake Williams, George Manson e Jonathan Newell. È una formazione pensata per tenere insieme il rock da band e la meccanica della pista da ballo: chitarre e tastiere convivono con un basso insistente, batteria dritta e un battito quattro quarti che non sembra disposto a rallentare. Il riferimento agli anni Novanta è evidente, ma Adult DVD non si limita a mettere in scena un revival. Da una parte ci sono 808 State, Happy Mondays e Prodigy; dall’altra, nel presente, il gruppo guarda idealmente a LCD Soundsystem e Soulwax. Il risultato è un dance-rock che punta più sull’impatto che sulla raffinatezza: riff, sintetizzatori e ritmiche servono prima di tutto a creare movimento.

La voce di Hanson è uno degli elementi che definiscono meglio questa identità. Il marcato accento dello Yorkshire e una delivery quasi rappata trasformano ogni verso in una provocazione. Hanson canta con una sicurezza sfrontata, quasi arrogante, che porta dentro i brani quell’attitudine britannica da due dita alzate in aria. È come se il linguaggio dell’indie venisse trascinato direttamente sul dancefloor.

“Do As I Please”, il brano d’apertura, mette subito le carte in tavola. Il ritmo parte e il disco non perde tempo a spiegarsi. “Coffin Dodger” insiste sulla stessa energia, mentre “Jesus Christ Supercar”, già dal titolo, riassume bene lo spirito della band: ironico, rumoroso, esagerato e costruito per diventare un anthem.

Il punto di forza degli Adult DVD è la capacità di costruire canzoni attorno al groove e al flusso delle parole. Sono brani che entrano rapidamente in testa e che sembrano seguire una regola molto semplice: una volta partito il ritmo, bisogna continuare a spingere. Conta meno dove arriverà la canzone di quanto conti il modo in cui riesce a trascinarti mentre procede.

Ma proprio qui emerge anche il limite del disco. La formula funziona, spesso molto bene, ma tende a ripetersi. L’energia è costante, l’attitudine è riconoscibile, i riferimenti sono chiari; quello che manca, almeno in questo debutto, è una vera sorpresa dietro l’angolo. L’irriverenza rischia a tratti di diventare posa e la rilettura degli anni Novanta, invece di trasformarsi sempre in qualcosa di nuovo, rimane legata all’efficacia dei suoi modelli.

Adult DVD è quindi un esordio convincente soprattutto quando smette di preoccuparsi della propria originalità e pensa a far funzionare il dancefloor. Ha ritmo, personalità e un’immagine precisa, ma deve ancora dimostrare di poter trasformare questa attitudine in un linguaggio davvero autonomo. La vecchia fiamma rave è stata riaccesa con entusiasmo; adesso bisognerà vedere se gli Adult DVD sapranno alimentarla con qualcosa che appartenga soltanto a loro.