Ci sono posti in cui il sole tramonta con eleganza e altri in cui sembra averne abbastanza. Radio Sacramento, di Steve Fileti, trasmette da una di queste geografie sentimentali: un luogo dove la Sicilia guarda verso la California, le automobili hanno visto tempi migliori e gli amori continuano a circolare anche dopo la chiusura dei conti. È un mondo sospeso tra Mediterraneo e West Coast, arredato con insegne al neon, piscine illuminate, motel e una malinconia che indossa occhiali da sole per non farsi riconoscere.

Dopo Lido (2019) e Latte (The Italian Breakfast) (2021), Sacramento affina il suo immaginario cinematografico attraverso chillwave, lo-fi indie pop e morbide suggestioni rétro. Il risultato è un disco elegante e sognante, con qualcosa della spensieratezza californiana e il retrogusto agrodolce di certe commedie romantiche in cui nessuno riesce davvero a dire quello che prova.

Game Set Radio apre le trasmissioni trasformando il linguaggio del tennis in una dichiarazione d’intenti. Il tennis, dopotutto, è il gioco più bello e lo sport più crudele: sei solo, dall’altra parte della rete, contro l’avversario e soprattutto contro te stesso. Una metafora perfetta per le partite sentimentali, dove si può avere il servizio migliore e perdere comunque tutto. Con The Misunderstanding, insieme a Marta Del Grandi, si entra invece nel territorio delle incomprensioni, dove due voci si cercano senza riuscire a incontrarsi del tutto. Il suono, raffinato ed esotico, accompagna le occasioni mancate con la grazia di una cartolina spedita troppo tardi.

Hand in Hand prova a sottrarsi al rumore del presente, immaginando una fuga romantica verso un posto in cui respirare sia ancora possibile. Ma la nostalgia, in questo disco, non è soltanto desiderio di scappare. In The Bride of the Sea diventa ricerca di una casa che non coincide necessariamente con un indirizzo: sono gli affetti, i volti e i legami a indicarci la strada del ritorno. E poi c’è The Old Car, piccolo racconto del rapporto padre-figlio, dove gli oggetti quotidiani custodiscono le parole che non abbiamo mai trovato il coraggio di pronunciare.

Con The Color Amber, insieme a Hån, riemerge dopo dieci anni un amore che nessuno ha avuto la buona educazione di dichiarare concluso. Le battute alleggeriscono il ricordo, ma sotto la superficie rimane quella domanda che conosciamo tutti: cosa sarebbe successo se? The Fog, realizzata con Elasi, sposta invece il disco verso groove soft disco, ritmi lo-fi dance e synth luminosi, raccontando passioni fugaci che lasciano impronte ben più durature del previsto.

Sacramento costruisce così una radio sentimentale che non promette soluzioni, ma offre ottime frequenze per attraversare le proprie contraddizioni. Non tutte le partite si vincono, non tutti gli amori finiscono davvero e non sempre tornare a casa significa ritrovare lo stesso posto. A volte basta una vecchia automobile, una canzone notturna e la sensazione che, nonostante tutto, valga ancora la pena mettersi in viaggio. Magari ordinando un margarita a bordo piscina. Il mondo può aspettare fino alla prossima canzone.