Ci sono incontri capaci di trasformare una serata in qualcosa di speciale. Quello tra Dente e Guido Catalano è uno di questi: due voci originali, due sensibilità diverse e un’irresistibile passione per le parole si ritrovano sul palco per dare vita a uno spettacolo sorprendente, dove musica e poesia si intrecciano senza prendersi troppo sul serio.
Il nuovo tour è un invito a lasciarsi conquistare da canzoni, versi e dialoghi ironici, in un susseguirsi imprevedibile di emozioni, risate e piccole illuminazioni quotidiane. Da una parte la scrittura musicale di Dente, capace di raccontare sentimenti con delicatezza e disincanto; dall’altra l’universo poetico di Guido Catalano, che scava nelle pieghe dell’amore con uno sguardo tenero, surreale e dissacrante.
Il risultato è uno spettacolo a metà tra concerto, reading e teatro, dove le certezze lasciano spazio all’improvvisazione e ogni momento può riservare una sorpresa. Si parla d’amore, di relazioni, di incontri mancati e di quelle piccole assurdità che rendono la vita così buffa e complicata.
Un’occasione per ridere, emozionarsi e riconoscersi nelle storie raccontate. Perché, quando musica e poesia si incontrano, anche le cose più semplici possono diventare straordinarie.
Qui gli appuntamenti in programma: il 30 novembre 2026 a Roma, all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Teatro Studio Borgna, alle ore 20, e il 1° dicembre a Milano, al Teatro Nazionale Italiana Assicurazioni, alle ore 21. Il 2 dicembre saranno al teatro bristol di Bologna e il 20 gennaio al teatro Concordia di Veneria a Torino.
Un’occasione per ridere, emozionarsi e riconoscersi nelle storie raccontate. Perché, quando musica e poesia si incontrano, anche le cose più semplici possono diventare straordinarie.

smemorato cronico, sognatore ostinato e cercatore compulsivo di dischi capaci di rimettere in ordine (almeno il mio) mondo, nonfoss’altro per la durata di una canzone. Bazzico questo meraviglioso postaccio dal 1998, convinto di essere sempre indie prima degli altri, anche di me stesso.
I miei 3 rifugi sonori: Il Bloom di Mezzago, l’Arci Bellezza e il Gagarin a Busto Arsizio. Nel cuore però rimarranno per sempre Spazio Musica a Pavia e il Babylonia in quel di Ponderano, nel Biellese.
Il primo disco comprato: la cassetta con il retrocopertina non censurato di Appetite for Destruction dei Guns.
Il primo disco che avrei voluto comprare: I Mostri di Thimothy dei Motorpsycho.
Una cosa che probabilmente non vi servirà sapere: parafrasando John Fante, ogni tanto mi sembra di intravedere il lato più tragicomico dell’esistenza. Poi metto su un disco che vale davvero la pena ascoltare e, per una quarantina di minuti, il mondo torna ad avere un senso. E anche farne parte, tutto sommato, non mi dispiace.
