
Undicesimo lavoro in studio per i Converge, “Love Is Not Enough” è un ritorno alle sonorità che hanno fatto della band di Salem un punto di riferimento per le migliaia di ascoltatori di musica estrema sparse per il globo. Lasciate momentaneamente in disparte le atmosfere cinematografiche esplorate in compagnia di Chelsea Wolfe nel precedente “Bloodmoon: I”, Bannon, Ballou, Koller e Newton decidono di pubblicare un album identitario, nel quale il classico Converge sound è esplorato in tutte le sue deformazioni.
Dopo la partenza esplosiva affidata alla title track, il secondo brano Bad Faith mette in mostra l’amore del quartetto per gli Entombed, mentre la doppietta formata da Distract and Divide e To Feel Something sembra essere uscita da quel capolavoro radicale e disperato che fu “Jane Doe”.
A questo punto la strumentale Beyond Repair fa da ponte verso una seconda parte di scaletta meno centrata sulla velocità, bensì sulla pesantezza. Ecco quindi brani come Amon Amok e Force Meets Presence. Gilded Cage è l’episodio emotivo che a tratti ricorda i Deftones, mentre Make Me Forget You è la vittoria dell’hardcore punk vecchia scuola. A concludere l’inno We Were Never the Same.
Andrea Manenti

Mi racconto in una frase: insegno, imparo, ascolto, suono
I miei 3 locali preferiti per ascoltare musica: feste estive (per chiunque), Latteria Molloy (per le realtà medio-piccole), Fabrique (per le realtà medio-grosse)
Il primo disco che ho comprato: Genesis “…Calling All Stations…” (in verità me l’ero fatto regalare innamorato della canzone “Congo”, avevo dieci anni)
Il primo disco che avrei voluto comprare: The Clash “London Calling” (se non erro i Clash arrivarono ad inizio superiori…)
Una cosa di me che penso sia inutile che voi sappiate ma ve la racconto lo stesso: adoro Batman
