Tinariwen – Amatssou: Recensione

Un disco di genere che sa anche essere "popular" e classico. Una raccolta dove l'equilibrio tiene assieme le parti, con gusto e mestiere. Le basi dei Tinariwen, come sempre, sono blues. Potremmo anche chied...

Mike Orange – Sensibile: Recensione

“Sensibile” è l’album della "svolta laziale" di Mike Orange. A poco più di un anno dall’esordio solista, il cantautore di Melzo (Milano) ha deciso infatti di registrare il suo primo vero album al LoopStudio...

Wilco – Cousin: Recensione

Oh, che bellezza. Il nuovo disco dei Wilco, il tredicesimo in quasi trent'anni di carriera, è atterrato come manna dal cielo in un'annata che fino a questo momento, siamo sinceri, ci ha regalato ben pochi a...

Pretenders – Relentless: Recensione

Ci sono band che sono in grado di scrivere più storie fra loro differenti. I Pretenders sono una di queste. I primi anni, quelli del primissimo successo, con il mai troppo rimpianto James Honeyman-Scott. Gl...

Rancid – Tomorrow Never Comes: Recensione

A trent’anni dal loro esordio, i Rancid sono tornati nel 2023 con il loro decimo album in carriera. In un’immaginaria separazione fra gli album di puro punk (“Rancid”, “Rancid 2000” e “Honor Is All We Know”...

Daimon 27 – Bludemone: Recensione

Luca Dai è il nome del cantautore che sta dietro al progetto Daimon27. Non un giovane di belle speranze, ma un veterano di belle speranze. Di quelli che sanno che l’età non conta, che tanto mica lo si fa pe...

Sparklehorse – Bird Machine: Recensione

Se penso al grande e vero indie americano a cavallo fra i due millenni, mi viene subito in mente un poker d’assi: Evan Dando, Mark Oliver Everett, Elliott Smith e Mark Linkous. Quattro artisti diversi, ma u...

Woods – Perennial: recensione

I Woods sono una band psych folk attiva dal 2004, un collettivo di musicisti in continuo fermento partiti dalle radici del folk e via via sempre più raffinati manifattori di bomboniere kraut. Registrato e mixat...