Pretenders – Relentless: Recensione

Ci sono band che sono in grado di scrivere più storie fra loro differenti. I Pretenders sono una di queste. I primi anni, quelli del primissimo successo, con il mai troppo rimpianto James Honeyman-Scott. Gl...

Rancid – Tomorrow Never Comes: Recensione

A trent’anni dal loro esordio, i Rancid sono tornati nel 2023 con il loro decimo album in carriera. In un’immaginaria separazione fra gli album di puro punk (“Rancid”, “Rancid 2000” e “Honor Is All We Know”...

Daimon 27 – Bludemone: Recensione

Luca Dai è il nome del cantautore che sta dietro al progetto Daimon27. Non un giovane di belle speranze, ma un veterano di belle speranze. Di quelli che sanno che l’età non conta, che tanto mica lo si fa pe...

Sparklehorse – Bird Machine: Recensione

Se penso al grande e vero indie americano a cavallo fra i due millenni, mi viene subito in mente un poker d’assi: Evan Dando, Mark Oliver Everett, Elliott Smith e Mark Linkous. Quattro artisti diversi, ma u...

Woods – Perennial: recensione

I Woods sono una band psych folk attiva dal 2004, un collettivo di musicisti in continuo fermento partiti dalle radici del folk e via via sempre più raffinati manifattori di bomboniere kraut. Registrato e mixat...

The National – Laugh Track: Recensione

I National sono diventati una delle band indie più rappresentative degli anni 2000 per due ragioni: la loro combinazione di raffinate sfumature letterarie e di un'aggressività musicale sublimata che spesso sfoc...

Slowdive – Everything Is Alive: Recensione

Gli Slowdive sono un’istituzione nell’universo shoegaze. Nonostante questo incontrovertibile paradigma, il nuovo album suona al cento per cento come un nuovo lavoro della band di Reading pur suonando poco o...

Hotel Lux – Hands Across the Creek: recensione

Lo scorso gennaio è uscito "Hands Across the Creek", il debutto discografico degli Hotel Lux, un giovane gruppo indie-rock britannico. Il disco, prodotto da Bill Ryder-Jones, è stato accolto con grande entusi...