Non c’è niente di più diabolico e sexy di un po’ di buon vecchio blues. Questa è la conclusione a cui sono giunti i The Devils, duo napoletano formato da Erika Switchblade alla voce e batteria e Gianni Blacula alla chitarra. Il binomio sesso-anticlericalismo, marchio di fabbrica del progetto sin dalle origini, non è comunque evaporato, anche se delle influenze metal e noise dei primi due album non c’è più alcuna traccia. Pure il capolavoro “Beast Must Regret Nothing”, con le sue chiare influenze stoner, appartiene ormai al passato. Anche in questo caso, però, con un continuum: il lavoro dietro il mixer di quell’Alain Johannes di scuola desert sessions, che da allora non ha mai abbandonato la creatura The Devils.

In missione blues per conto del diavolo, i due lo erano già dal precedente “Let The World Burn Down”, ma questa volta il lavoro svolto è quasi filologico e l’amore per i vari Muddy Waters, Leadbelly e compagnia esce fuori in maniera più che lampante. I nove brani qui presenti sono nove cover di brani “minori” che han fatto la storia della musica della Bestia. La resa sonora del duo è catartica, fra semplicisissime ma efficacissime scale discendenti (God’s Got It), armoniche a bocca (Come Love), fuzz come piovesse (Easy Baby), persino ballad solo voce e chitarra dall’altissimo livello emozionale (You Got To Take Sick And Die Some Of These Days e la conclusiva Everybody Loves A Winner). Un bellissimo decimo compleanno.

Andrea Manenti