The Beths – Jump Rope Gazers: Recensione

A soli due anni dal fortunato esordio “Future Me Hates Me”, tornano i frizzantissimi Beths, direttamente da Auckland, la più vasta metropoli della Nuova Zelanda. Elizabeth Stokes e compagni sono fautori di ...
paul weller 2020

Paul Weller – On Sunset: Recensione

Simbolo di pura inglesità, all’alba dei sessantadue anni Paul Weller torna con la sua ultima fatica discografica, “On Sunset”, già precedentemente rimandata due volte nella prima parte dell’anno a causa del...

Pottery – Welcome to Bobby’s Motel: Recensione

“Welcome to Bobby’s Motel” è il biglietto da visita dei Pottery. A onor del vero, la giovane band canadese aveva già all'attivo un EP di sette brani pubblicato lo scorso anno, ma è con questo nuovo disco ch...
bob dylan recensione

Bob Dylan – Rough and Rowdy Ways: Recensione

Era la mezzanotte del 27 marzo, eravamo in pieno lockdown, e dopo ben otto anni Bob Dylan pubblicava un brano originale, profondo, toccante e molto lungo: Murder Most Foul. Due accordi ripetuti allo spasmo,...
neil young homegrown

Neil Young – Homegrown: Recensione

Inizialmente Neil Young avrebbe voluto far uscire “Homegrown” nel 1975, poi optò per un altro lavoro di pari disperazione e bellezza, più corale e meno intimo di questo, ma comunque bellissimo e divenuto po...
norah jones pick me up off the floor recensione

Norah Jones – Pick Me Up Off the Floor: Recensione

A solo un anno di distanza dal precedente “Begin Again”, torna sul mercato discografico Norah Jones con il suo ottavo album solista “Pick Me Up Off the Floor”. Se durante la prima metà della carriera la ca...
moses sumney grae recensione

Moses Sumney – grae: Recensione

Che la black music americana sia uno dei generi più innovativi e credibili di questo millennio è cosa ormai assodata. Basti pensare a questo 2020 e alle uscite discografiche di artisti quali Childish Gambin...