Oops! …they did it again! Esattamente come due anni fa, a pochi mesi dall’uscita del nuovo album tanto pubblicizzato, gli Weezer hanno pubblicato a sorpresa un disco del tutto differente. Nel 2019, il pessimo (o quasi) “Teal Album” anticipò il “Black Album”. Oggi tocca al gioiellino “Ok Human” anticipare “Van Weezer”, in uscita il prossimo 7 maggio.

“OK Human” omaggia nel titolo i Radiohead di “Ok Computer”. Ma mentre nel seminale disco del 1997 la band di Oxford si avvicinava per la prima volta alla tecnologia, i quattro loser losangelini si sono invece dati alla realizzazione di dodici brani completamente analogici. Ci troviamo infatti di fronte a un album da camera. Attenzione: non da cameretta, come sarebbe stato più semplice durante il lockdown, ma da camera nel senso più alto del termine, musica per strumenti orchestrali dove a farla da padrone sono gli archi. Dopotutto gli Weezer non sono nuovi alla sperimentazione in fase di arrangiamento. “Hurley” era il loro disco punk, “Pacific Daydream” quello pop, i già citati “Teal Album” e “Black Album” rispettivamente un disco di cover e uno di black music da classifica.

“OK Human” fa parte dei lavori pienamente riusciti della band (e non tutti lo sono), ritrovando sia nelle melodie che nei testi l’essenza più vera di Rivers Cuomo e compagni. È quindi impossibile non farsi trascinare dal singolone All My Favorite Songs, ballad perfetta con tanto di versi che si riallacciano al periodo “Pinkerton” («I love parties, but I don’t go / Then I feel bad when I stay home / ‘Cause I need a friend when I take a walk / I like spacin’ out when somebody talks / I wanna be rich, but I feel guilty / I fall in love with everyone who hates me / I don’t know what’s wrong with me»), o non esaltarsi ascoltando la classicissima Playing My Piano, nel solco che da Elton John arriva fino a Sampha, non sorridere durante la ripresa dei Radiohead (non  a caso pre-“OK Computer”) di Numbers, né lasciarsi cullare dall’epicità fra Beatles e Neil Young di Bird With A Broken Wing.

“Ok Human” è quasi certamente un divertissement, ma molto ben riuscito. E già siamo in folle trepidazione per maggio.

Andrea Manenti