Un sogno lucido è un sogno durante il quale si è consapevoli che si sta sognando. Nei sogni lucidi la vita si riflette, lo stato corporeo si trasforma, perde i suoi contorni, non rimane mai uguale a se stesso. Esercitandosi, il riflesso della vita si inserisce nei sogni, fino quasi ad averne il controllo. Venerus (leggi qui la nostra intervista) vive tra il sonno e il risveglio, nelle ultime luci della notte, in un mondo che non esiste ma all’interno del quale passeggia dall’alto. Rimane sdraiato sul pavimento, guarda i sogni sul soffitto e prova a tratteggiarli, ne fa scaturire delle piccole gemme colorate. Dà tutto per non farsi trovare.

«Ho voluto creare un mio palco, giocare sull’ambiguità così che nessuno avesse paletti in cui incasellarmi. Quando ti ho tolto i punti di riferimento, le tue coordinate, posso rapportarmi a te nel modo che preferisco, portarti nel mio mondo senza preconcetti, raccontarti qualcosa di sincero. In questo senso lo spazio in cui sono seduto è finto, però l’abbiamo costruito con le nostre mani, dunque è anche vero. Io sono lì in carne ossa, ma truccato e quindi finto. Un me trasfigurato, un me musicista che non vuole però rinchiudersi in se stesso: non mi interessa fare musica per musicisti, scavarmi una nicchia, faccio musica sperando arrivi a più persone possibili»
 
“A che punto è la notte” è un caleidoscopio dove si mischiano i gusti di Venerus: il jazz, l’elettronica, la sua infanzia passata ad ascoltare i grandi della musica italiana a casa dei suoi genitori, i suoni di Brixton e Notting Hill. È lui che suona gli strumenti, dalle basi al computer, alla chitarra che suggerisce dei singulti caldi e il piano che scorre sempre molto leggero. Da sottolineare la complicità di Mace (Fabri Fibra, Gue Pequeno, Lorenzo Fragola) in Sindrome e Frenetik&Orang3 in IoxTe e Senzasonno.

Probabilmente una delle scoperte italiane più sorprendenti di quest’anno, che arriva da una fucina di singolarità artistiche-musicali quale Asian Fake (Coma Cose, Ketama 126, SXRRXWLAND) che suonerà al Rocket di Milano il 23 novembre per la serata Asian Rave. Dopo i due singoli Non ti conosco e Dreamliner, il disco d’esordio di Venerus, classe 1992, cresciuto tra Milano e Londra per poi approdare a Roma, è uscito il 16 novembre 2018.

Un sound spogliato, smaccatamente black e con dei testi minimalisti, dialoghi e persone che compaiono sfuocati, a intermittenza. Più che lavorare a un disco, Venerus ha dipinto il suo mondo, confessa la sua geografia senza dare troppi riferimenti, spiazzando coloro che tentano di incastonarlo.

Andrea Frangi