Jonah Yano – nervous EP

Nervoso come il suo pianoforte, dolce come le sue chitarre e disorientante nel suo modo di essere. Jonah Yano, cantante e compositore originario di Toronto,  esordisce con un Ep fuori da determinati giudizi e schemi musicali. C’è un profondo senso di malinconia in tutti i brani, che si mescola al contempo con interferenze sonore ed autotune ballerino: puoi dire che è trap, soul, pop, emodrill. Oppure puoi smettere di dare una semplice targa, affermando che tutto quello che stai sentendo è frutto di una elaborazione musicale di tutti i generi sopracitati. Jonah Yano è Jonah Yano. Inoltre, il canadese con origini giapponesi sceglie delle collaborazioni coerenti con la sua linea di azione. A partire dai jazzofili BADBADNOTGOOD, il disco segue una coerenza di stile che orbita intorno alle produzioni di MONEYPHONE, originario di Vancouver. È palese che questi ragazzi stanno creando una nuova scena canadese molto interessante, e “nervous” è una prima uscita che ne testimonia la valenza artistica.

 

Venerus – Love Anthem

Torna a farsi sentire uno degli artisti che nel panorama musicale italiano è indubbiamente tra i più particolari e valenti: Venerus porta il soul che mancava nella penisola, quello ispirato a gente come Jordan Rakei, Anderson Paak.  Il musicista e cantante milanese, come ha già dimostrato nel suo disco precedente “A che punto è la notte”, non risulta mai banale e stereotipato. La sua voce pulita di estrazione black si inserisce all’interno di un contesto sporco e granuloso, mentre vari stati d’animo si susseguono, tutti come fossero sogni lucidi e deliranti. Prodotto  insieme al beatmaker Mace, l’Ep conta quattro brani che riescono a sintetizzare storie di amori, sogni e visioni notturne in una città piena di luci. L’etichetta Asian Fake, insomma, ha fatto colpo un’altra volta: insieme ai Coma_Cose, Andrea Venerus è un artista di alto spessore, in continua evoluzione.

 

Zoe’s Shangai – A Mirage (Meant to Last Forever)

Labirinti e sentieri scomodi tra fiori, siepi verdi. Gli Zoe’s Shangai suonano esattamente questo: il colore smussato dei loro suoni si incontra con una complessità ritmica asimmetrica che, sommata alla componente progressive dei suoni synth, produce un nuovo modo di interpretare la musica R&B e soul. Il gruppo catalano lancia un disco d’esordio suonato dall’inizio alla fine, il che risulta incredibilmente fuori luogo in questa nuova scena di musica black. Ci si è scordati quanto è bello suonare insieme, e Zoè Renie con i suoi tre amici riesce a riprendere alla grande un concetto che pian piano si sta perdendo. Tra le miriadi di trovate artificiali ed esanimi, il calore e la spontaneità della musica suonata in questo modo riesce a farti respirare, essere coinvolt*  all’interno di essa in modo più presente alla “vecchia maniera”. A Mirage Ã¨ il disco-miraggio in un deserto di  â€œbum-cha” e sinonimi.

 

Shigeto – Shigeto EP

Sabato notte scorso, dopo una giornata difficile, sono uscito dubbioso se andare o meno a ballare in un club a Milano. Nelle cuffie ad un tratto sento Pusher: ho scelto la strada giusta. Dopo una carriera impostata sulla batteria jazz, passando dalle strumentali hip hop e continuando l’attività di live-set da brivido, Shigeto dirige i suoi prossimi passi direttamente sulla dance hall. Il musicista di Detroit sente una forte influenza di quella che è stata la scena underground dance appartenente alla sua città: Moodymann, Derrick May, Jeff Mills, solo per citarne alcuni. Le armonie jazz acide suonate sul Fender Rhodes si incrociano con casse dritte e ritmiche drum & bass, mentre hai la sensazione di ballare senza ancora averlo compreso a fondo. Questo EP è pura adrenalina e pulsazione corpo-mente, che si conserva in ogni modo raffinato ed elegante: Zach Saginaw AKA Shigeto è incessantemente produttivo, ricco di energia e vibrazioni positive.

 

A cura di Pietro Gregori