Sean-Hayes.Low-Light-1500_1024x1024Ci sono, alle volte, dei dischi che ti fanno prendere un respiro da dentro. Ci sono delle voci che senza far nulla di particolare sono capaci di iniettare abbondanti dosi di serenità. Sean Hayes ha una di quelle, e usa le sue morfine vocali alla perfezione nel suo ultimo e ottavo lavoro di studio Low Light. Hayes sa come dosare i grammi di soul con quelli folk, dando forma e sostanza a un cantautorato sensibile che fa sospirare, ricordare e infine gridare Sing Me Your Love Song, ormai sedotti fino all’ultimo assolo di chitarra. Un album registrato tra casa e studio che rivela l’alto grado di intimità raggiunto dall’artista, newyorkese di casuale nascita ma adottato da San Francisco, con il proprio pubblico: racconta la sua vita negli ultimi 4 anni, compreso l’addio alla tanto amata città californiana in Home I Left. Ma è l’amore a farla da padrone: dalla chitarra swing e sonorità orientaleggianti in Love That Woman al suadente basso ritmico di Back It Up e di She Knows, Hayes dipinge un sentimento potente, travolgente, dal movimento ondulatorio e accogliente. Una ricerca timbrica e sonora che sortisce i suoi effetti, vestendo morbidamente corpi di parole galleggianti ad occhi chiusi in una vasca da bagno.

Giulia Zanichelli