Impossibile immaginare un anno senza un nuovo album di Ryan Adams… E infatti, proprio allo scoccare, anche il 2025 ha avuto il suo disco. Ma se nel 2024 il cantautore di Jacksonville ci aveva regalato la bellezza di ben cinque lavori, questa volta ci dobbiamo “accontentare” di uno solo, sebbene dalla lunghezza non propriamente indifferente: 24 brani!
L’ascolto scorre appagante ed eterogeneo, Adams infatti ripercorre in un’ora e un quarto tutte le sue maggiori passioni musicali condendole di quel gusto per la melodia che l’ha reso uno dei più grandi musicisti della sua generazione. Ballad smithsiane (Please, Shut the Fuck Up), influssi rock’n’roll (I Am Dracula), un po’ di pop rock irresistibile (Saturday Night Forever), riff sguaiati di scuola Johnny Thunders (Take the Money), un pizzico di Neil Young (Fools Game), qualche cover destrutturata (Blue Monday dei New Order, The One I Love e Shiny Happy People dei R.E.M.) e la giusta dose di grinta springsteeniana (Too Old to Die Young).
A tutto questo si aggiungonouna classica ballata per pianoforte (Thunderstorm Tears), l’immancabile country (Honky Tonk Girl), un assaggio di Tom Petty (Throw It Away) e un’inattesa suite da sette minuti (Castles in the Sand). Ennesima prova di classe genuina.
Andrea Manenti

Mi racconto in una frase: insegno, imparo, ascolto, suono
I miei 3 locali preferiti per ascoltare musica: feste estive (per chiunque), Latteria Molloy (per le realtà medio-piccole), Fabrique (per le realtà medio-grosse)
Il primo disco che ho comprato: Genesis “…Calling All Stations…” (in verità me l’ero fatto regalare innamorato della canzone “Congo”, avevo dieci anni)
Il primo disco che avrei voluto comprare: The Clash “London Calling” (se non erro i Clash arrivarono ad inizio superiori…)
Una cosa di me che penso sia inutile che voi sappiate ma ve la racconto lo stesso: adoro Batman
