A tre anni dall’acclamatissimo “The Colour in Anything”, James Blake, genietto britannico dell’electro-soul, torna con un lavoro attraverso il quale dimostra l’esistenza di un pop contemporaneo bello, intelligente, di alta qualità. Diversamente dal predecessore, “Assume Form” è meno cupo ed introspettivo, probabilmente grazie anche all’aiuto che il trentenne si è fatto dare da altisonanti nomi dell’R&B e dell’hip hop.

Il produttore Metro Boomin collabora alla realizzazione dei due brani maggiormente influenzati dall’attuale black music: Mile High vede anche la partecipazione del rapper Travis Scott, mentre Tell Them del cantautore californiano Moses Sumney. I due gioielli sono però Barefoot in the Park, con il dolcissimo duetto con la star spagnola Rosalía, e Where’s the Catch?, con il flow supremo di André 3000 del (fu) super duo Outkast.

James Blake però lavora benissimo anche da solo e lo dimostra in almeno due brani dalla bellezza puramente cristallina quali la title track, che fra pianoforte archi e armonie vocali regala cinque minuti di emozioni fortissime, e la spaziale Can’t Believe the Way We Flow, un improbabile mix fra Marvin Gaye e i Flaming Lips. Into the Red, I’ll Come Too, Power On e Don’t Miss It sono minimali e toccanti. Il finale affidato a Lullaby for My Insomniac ed alle sue vertiginose pause ha invece qualcosa di addirittura ultraterreno.

Un ascolto probabilmente difficile per gli amanti della chitarra e affini, ma una volta entrati nel mood giusto non ve ne pentirete. “Assume Form” è un album semplicemente bellissimo.

Andrea Manenti