Un profilo sconosciuto, dark ma passionale, Yves Tumor è l’enigma più grande di questi tempi. Forse si chiama Sean Bowie, probabilmente è nato a Miami, ma conferma di aver vissuto a Torino per un po’ di anni. Nulla è chiaro e limpido, come la sua musica tagliosa, a volte ostica all’ascolto e in controtendenza.

C’è di tutto, Yves ci insegna come si annullano i generi musicali, toccando al contempo una buona parte di questi: dopo l’esordio con l’eccentrico “Serpent Music”, il produttore ci ri-conferma una voglia incredibile di uscire da ogni parametro stabilito dalla tradizione. Il rumore senza un ritmo, con synth e chitarre distorte, sono i collegamenti tra un brano e l’altro (se così si possono definire).

C’è la trap, come c’è anche l’emo-punk, il soul e l’ambient. Tutto coesiste nella testa e nel mondo poco percipibile di Tumor. Di sicuro va ascoltato per capire una realtà completamente a sè, uno spiraglio di novità assoluta nel panorama musicale odierno.

Pietro Gregori