«Questa è la vera natura della casa: il luogo della pace; il rifugio non soltanto da ogni torto, ma anche da ogni paura, dubbio e discordia.» (J. Ruskin)

Ci nasconde fiducioso le chiavi sotto lo zerbino, il polistrumentista e compositore francese Yann Tiersen, e ci invita nell’intimità domestica del suo ultimo disco EUSA.

18 brani al pianoforte, toccanti ed evocativi, arricchiti da suoni catturati dalla realtà (dal cinguettio di uccelli e il latrare dei cani, a voci di donna recitanti, a rumori industriali nei diversi, misteriosi e a tratti inquietanti o malinconici degli otto “Hent”). Queste melodie, che si alternano alle composizioni più canoniche, evidenziano la profonda natura sperimentale e minimalista del compositore, che si destreggia 14444658_10154490632316763_2858171481581527695_oagevolmente tra di esse ma non si limita a un uso monocorde e monodirezionale del materiale sonoro. E allora ecco che “Pern” si riscopre melodica e ritornante, “Yuzin” si costruisce su modulazioni e passaggi di tonalità, “Kereon” è più decisa e intensa e “Kadoran” più accelerata. Un mélange di emozioni, sensazioni e brezze evocative per descrivere un luogo, un paesaggio, un angolo di mondo, con dieci dita e sette note.

“Eusa” è un ritorno alle origini, alla sua casa in Bretagna (l’album infatti è la traduzione in bretone di Ouessant, isoletta musa di Yann, della quale si è innamorato e dove ora vive): è da lì infatti che vengono rapiti i suoni naturali inseriti nelle tracce, in una sorta di percorso sensoriale guidato tra i sentieri di questo piccolo microcosmo di terra.

I vent’anni di storia musicale, i nove album, le tre colonne sonore – in modo particolare quella per “Il favoloso mondo di Amelie” – non hanno ingobbito le spalle di Tiersen. E neppure hanno soffocato un desiderio di rinnovamento che a volte può tradursi in un voltarsi indietro, osservare e ridefinire, con occhi cresciuti, il proprio trascorso. E farlo riapparire, come un fantasma di un’epoca perduta ma non dimenticata, scivolando sulla tastiera.

 

Giulia Zanichelli