“Megaplex” non è il nuovo multisala che sta per aprire in centro, bensì il sesto album del duo We Are Scientists. Keith Murray e Chris Cain hanno affermato di aver sempre usato la loro musica «per educare, per stimolare le persone alla profondità e alla complessità delle preoccupazioni morali». Ora, però, dichiarano di voler soprattutto far divertire i loro ascoltatori.

Ne è venuto fuori un concentrato di 10 pezzi piacevoli da ascoltare, con sonorità synth-pop anni ‘80, che ben si amalgamano a quelle rock, più veloci ed incisive.Il mid-tempo di One in One Out apre il disco con un accattivante e semplice synth, fin quando non entra in scena anche la chitarra, lenta e riverberata. Il brano è ben costruito attorno a un coro orecchiabile che canta: That’s why I stopped right where I stood / When I saw you. Anche il secondo pezzo, Notes in a Bottle, ha meno synth e batterie più interessanti, ma senza il coro affascinante del precedente.

Your Light Has Changed è il brano più rock del disco, con una bella chitarra grezza e una potente batteria che cercano di scuotere l’ascoltatore e riportarlo al vecchio sound, molto vicino a gruppi come Editors e Interpol. A spezzare momentaneamente il ritmo dell’album ci pensa KIT: una lenta ballata cantata dalla meravigliosa voce di Murray. In Not Another World ritorna il synth pop stile anni ‘80, con un video esilarante e abbastanza psichedelico con protagonista un gatto.

In You Failed Murray continua a ripetere su note power pop The test of a lifetime, mentre una voce sullo sfondo, offuscata dal synth, gli risponde ogni volta You failed. Il disco si conclude con Properties of Perception, che ha un tocco più spensierato e leggero.

Come molte band che in questo 2018 hanno deciso di cambiare rotta, (vedi Phoenix, Franz Ferdinand e gli ultimi Arctic Monkeys), evolvendo il loro sound in qualcosa di nuovo, più maturo, sembra che anche i We Are Scientists abbiano intrapreso lo stesso percorso. E non c’è nulla di male a cambiare, se il cambiamento è accompagnato comunque da un certo livello di qualità. Come in questo caso.

Mariangela Santella