Stu Larsen – Resolute: Recensione

Avete mai fantasticato su una persona osservandola di spalle? Così, mentre la vedete passeggiare in lontananza? Bene. C'è un'immagine di Stu Larsen che si presta perfettamente a questo banale esercizio. È u...

Liars – TCFC: Recensione

I Liars sono una delle band del nuovo millennio dal percorso più affascinante e strano. Partiti con il punk-dance dell’esordio "They Threw Us All in a Trench and Stuck a Monument on Top”, interessatisi all’occu...

Jake Bugg – Hearts that Strain: Recensione

Un piovoso pomeriggio di settembre ho deciso di trascorrere il tempo in compagnia del nuovo album di Jake Bugg. A soli 23 anni questo ragazzo ha già quattro album alle spalle, un tour con Noel Gallagher's High ...

Selton – Manifesto Tropicale: Recensione

Dimenticatevi i synth e l’elettro-pop che vanno di moda oggi. Scordatevi gli Ex-Otago e Lo Stato Sociale. Cercate di cancellare dalla vostra memoria Riccione e tutti gli altri tormentoni estivi che hanno infest...

The National – Sleep Well Beast: Recensione

Ci sono album che escono al momento giusto, e hanno successo. Ce ne sono altri che parlano dell'argomento giusto, ed entrano nella storia. Altri che si attaccano all'orecchio con un riff giusto, e invadono le r...

Future Island – The Far Field: Recensione

Un nome che promette spiagge esotiche e viaggi fantascientifici. Che finisce per farti sentire come ad Alassio tanti anni fa, da far venire in mente Azzurro cantata da Celentano. Il techno pop inglese intuit...

Alvvays – Antisocialites: Recensione

Era l’epoca perfetta, l’età dell’oro: il lupo giaceva con l’agnello, nei letti dei torrenti scorrevano latte e miele, ed un biglietto aereo per un weekend a Berlino costava poche decine di euro, tasse incluse. ...

Dispatch – America, Location 12: Recensione

Il colpo di fulmine ha bisogno del segno della sua subitaneità, che mi rende irresponsabile, sottoposto alla fatalità, travolto, rapito. Questo è stato dunque: un colpo di fulmine, quello con i Dispatch.&nbs...