Ci sono momenti in cui tutto appare pesante e vorresti essere lontano. Lontano dalle colonne di auto, dalle idiozie radiofoniche, dalle idee che non riesci proprio a condividere. Lontano dalle giustificazioni che devi dare a persone ingiustificabili. Lontano da tutti e da tutto.

Molti bambini hanno una tenda in giardino o uno sgabuzzino buio e polveroso dove nascondersi per sfuggire al mondo dei grandi. Io avevo un fosso poco lontano da casa, dove non vi era più acqua e una fitta vegetazione lo nascondeva. Voglio ritornarci per un po’, il tempo di un disco, ed ho scelto “Unfurl” di Ry Cumings, qui con lo pseudonimo di Ry X,  terzo lavoro del cantautore-surfista australiano.

  1. Body. Mi faccio strada tra rami ed arbusti per arrivare all’alveo del fosso. È sparita da anni l’acqua che lo riempiva, così come stanno sparendo i rumori e le voci da cui sto fuggendo.
  2. Untold. Lascia cadere, lascia muovere, nascondendoci così. Una cascata di bolle cangianti mi raggiunge e mi massaggia di luminescenza. Il corpo è felice di essere stato trovato e si rilassa sul letto di muschio.
  3. Bound. Porgi il nostro cuore, lascia che questi sentimenti si vedano. Mi spoglio degli abiti che trasudano dello sporco che ho lasciato e mi porgo nudo, col ventre aperto, come una conchiglia che riceve ossigeno sul bagnasciuga delle ultime e lente onde di un mare che arriva stanco.
  4. Body Sun. Dio, stai chiamando la mia mente. Sono arrivato: mi lascio trafiggere dalla grandine di raggi di luce che attraversano il verde.
  5. YaYaYa. Qualcuno mi sorregga il capo. Il vento suona i rami ed una dolce melodia mi culla. La testa è leggera sul cuscino di fiori.
  6. Coven. Un mantra, una rotaia che sotto scorre, una ninnananna, un viaggio verso il nulla, uno scacciapensieri, una meta che non voglio conoscere in anticipo.
  7. Hounds. Mi sono sdraiato per sentire il suono, ho lasciato che il mio cuore si riprendesse per darlo in pasto ai cani. Dobbiamo fare il primo passo: fustighiamoci con stimolanti mea culpa e non lasciamo che siano gli altri ad incolparci.
  8. Foreign Tides. Smettila amore mio, lascia che il tuo mondo si dipani, apri il tuo cuore, lascia che il mio cuore si disancori. Alziamoci senza muoverci, leggeri come aria invisibile. Galleggiamo senza sforzo e facciamo piroette di pensieri.
  9. The Water. Lasciami con la luna pronta a sbocciare, ho bisogno d’acqua. Guardo in alto e mi allungo con la lentezza della radice che diventa fiore nel saggio cammino della crescita.
  10. Mallorca. Perchè fuori domina la fretta? Perchè non trasformare la marcia affannosa in un leggiadro camminare? Ascolto i segreti del fosso e cerco di interpretarne i consigli.
  11. To Know. Tocco le foglie, ne conto le venature. Le mie dita che le sfiorano inventano un dialogo senza parole. Stiamo annusando la stessa pace, ecco quello che ci diciamo.
  12. Sun. Ritorna il nulla. Un’altra pausa per placare le forti emozioni.
  13. Fumbling Prayer. Perché scappare? Perché il cielo è così alto quando lo guardiamo con gli occhi corrucciati? Incontriamoci a metà strada dove ci racconteremo ciò che abbiamo visto, che sarà ciò che l’altro vedrà con occhi diversi.

Massi Marcheselli

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