
Incassato il riconoscimento da parte dei fratelli Gallagher, che l’hanno voluto come spalla nel tour di reunion degli Oasis, l’ex Verve Richard Ashcroft ha confermato il suo status di icona del brit pop anche grazie a questo nuovo lavoro: il settimo da solista, l’ottavo se si calcola la raccolta acustica di quattro anni fa “Acoustic Hymns Vol. 1”.
Dieci brani nuovi, che dimostrano ancora una volta le qualità dell’artista cinquantaquattrenne nella scrittura di perfette pop rock songs. A partire dai primi due singoli, Lover e Lovin’ You, che fra archi e melodie ultra appiccicose sembrano usciti direttamente dagli anni Novanta, passando per la grinta di Heavy News (il pezzo rock che gli U2 non sanno più scrivere) e per la disco un po’ Bee Gees un po’ Daft Punk di I’m a Rebel, Ashcroft svela ancor oggi una certa voglia di sperimentare.
Ma se vogliamo parlare di bravura allo stato puro, la prova la troviamo nelle sei ballad (Out of These Blues, Oh l’Amour, Find Another Reason, Live with Hope, Crimson Fire e Fly to the Sun): voce, melodie e arrangiamenti vicini alla perfezione. Il nuovo Paul Weller. Scusate se è poco.
Andrea Manenti

Mi racconto in una frase: insegno, imparo, ascolto, suono
I miei 3 locali preferiti per ascoltare musica: feste estive (per chiunque), Latteria Molloy (per le realtà medio-piccole), Fabrique (per le realtà medio-grosse)
Il primo disco che ho comprato: Genesis “…Calling All Stations…” (in verità me l’ero fatto regalare innamorato della canzone “Congo”, avevo dieci anni)
Il primo disco che avrei voluto comprare: The Clash “London Calling” (se non erro i Clash arrivarono ad inizio superiori…)
Una cosa di me che penso sia inutile che voi sappiate ma ve la racconto lo stesso: adoro Batman
