A tre anni di distanza da “Hamburg Demostrations”, torna Peter Doherty, questa volta accompagnato da una band tutta nuova: The Puta Madres. Sarà la formazione che vede tra le sue fila una violinista e una tastierista, sarà l’utilizzo più insistente dell’armonica e della chitarra acustica da parte dello stesso Doherty, sarà che non mancano i classici strumenti con i quali il londinese si è costruito una carriera (chitarra elettrica, basso e batteria) e che gli 11 brani della tracklist sono stati incisi in soli quattro giorni in presa diretta in un villaggio di pescatori della Francia. Fatto sta che questo album porta con sé un fascino del tutto particolare.

Forse per la prima volta il buon Pete è infatti riuscito a mantenere completamente intatto il momento magico dell’ispirazione. I pezzi suonano buoni alla prima e questo è un pregio che non fa che aumentarne il valore grezzo e bohemienne. Come in ogni album dell’ex ragazzo maledetto, una canzone è ripresa dal maestoso passato del nostro, in questo caso l’opener All At Sea, che risale addirittura ai primissimi tempi dei Libertines. In questa versione, pur perdendo in distorsione punk, guadagna in atmosfera, poetica e romantica.

Who’s Been Having You Over è un riuscito mix fra i Babyshambles e i Doors. Paradise is Under Your Nose, duetto con il chitarrista Jack Jones, è una di quelle ballad emozionanti e sentite che solo Pete è in grado di scrivere. Narcissistic Teen Makes First XI è english style al cento per cento.

Someone Else to Be, già conosciuta dai fan perchè suonata varie volte dal vivo, è il vero capolavoro del disco, un mash up fra Ride Into the Sun dei Velvet Underground e Don’t Look Back In Anger degli Oasis, che raggiunge l’originalità negli inserti lirici di Pete e nell’arrangiamento: una ballata da pelle d’oca.

The Steam vive di un mood western, mentre Travelling Tinker (che con i suoi sette minuti è probabilmente il brano più lungo mai inciso dal nostro) sembra rileggere il Dylan di “Desire”. Lamantable Ballad of Gascony Avenue ci porta dritti dritti a ballare, un po’ brilli, sotto la pioggia. Toccante A Fool There Was, trascinante Shoreleave, una firma di riconoscimento la conclusiva Punk Buck Bonafide per sola chitarra e voce.

I Puta Madres hanno aperto nuove vie musicali a Doherty, facendogli riscoprire al massimo la sua identità cantautorale e prendendosi lo stesso ruolo che fu dei Mescaleros per Joe Strummer. Uno dei migliori lavori di questo terribile e contemporaneamente adorabile artista.

Andrea Manenti

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