Old Fashioned Lover Boy pubblica un disco in sospensione tra i tempi, che racchiude in sé il sapore di mondi lontani e presenta un’anima divisa a metà tra il raccoglimento personale e tratti decisamente più lucenti. Nel complesso un lavoro riuscito senza troppi fronzoli, in cui lo stile che lo contraddistingue si fa sentire e l’introduzione del pianoforte riesce a dare nuovi spunti.

Infatti, per questo lavoro il pianoforte e il suo tocco morbido sono costituenti determinanti, pronti a prendersi tutta la scena, o quasi, delle otto tracce che compongono “Bright”. Le storie che sono racchiuse al suo interno raccontano molto di personale e a tratti trapela anche una leggera inquietudine.

Entrano dunque in gioco le melodie, ben alternate ai momenti di silenzio: il primo delicatissimo pezzo, Elle, è solamente il punto di partenza che condurrà verso un’atmosfera decisamente più tenebrosa per la conclusione (You). Nel mezzo troviamo Modern Life, vintage al punto giusto, o Lovesong Nr.6, in cui Alessandro Panzeri (questo il vero nome del cantautore di origini napoletane) si lascia andare. Do You Feel?, invece, fa i conti con il lato più black del disco, risultando peraltro perfettamente credibile e non banale.

“Bright” è tutto questo, dalle parti sussurrate alla musica soul/jazz (I Pray), in cui non può mancare una ballad intensa (Good Times). Ne risulta un’opera interessante, influenzata da momenti musicali disparati e allo stesso tempo rivisitati secondo una personalissima prospettiva. Non è un disco stucchevole, in quanto l’elaborazione di certe melodie non appesantisce, ma è snellita da strutture molto chiare e definite, che non rischiano mai di annoiare l’ascoltatore.

Il marchio di fabbrica di Old Fashioned Lover Boy si imprime su tutti gli otto pezzi per quanto riguarda la parte degli arrangiamenti (e Goodbye conferma che c’è ancora spazio per del buon pop). Un percorso artistico in continua elaborazione, impregnato di influenze soul e r&b, ora malinconico, ora delicato. Una sfida non semplice, ma sicuramente vinta.

Caterina Gritti