Ci siamo, gente, finalmente arrivano gli Oscar. Ne parliamo da mesi, dalla protesta che Spike Lee, con cui uno dei possibili vincitori (Mark Ruffalo, forse il più meritevole) si è schierato, bruciandosi ogni possibilità di uscirne vittorioso. Abbiamo scelto di elencare per categoria coloro per cui tiferemo o i destinatari delle nostre pernacchie.

Miglior Film: in questa categoria convivono opere diverse, molte delle quali accomunate da vicende di storia americana più o meno recente, dal maccartismo (“Trumbo”), alla guerra fredda (“Il ponte delle spie”), alla crisi del 2007 (“La grande scommessa”). È un anno in sordina, però, nonostante siano tutti film ottimamente girati, in modo tuttavia un po’ canonico e con poca enfasi. Ci sono poi “Brooklyn”, strappalacrime film (dalle tonalità televisive) sulla migrazione e sul ritorno, con protagonista (Saoirse Ronan, la pasticcera di “Gran Budapest Hotel”) e costumi meravigliosi, che avevano stregato l’ultima edizione del Sundance Film Festival, il claustrofobico “Room” e il pretenzioso “The Revenant”, ma ancora non ci siamo. Personalmente tifo per due soli titoli “Il caso Spotlight”, magistrale, bellissima e brillante pellicola che narra la vicenda dei preti pedofili e, soprattutto, per “Mad Max”, forse il miglior film del 2015. Esplosivo e apocalittico, grottesco e grandioso, folle affresco di un mondo tragico e devastato dove regna ancora un filo di speranza, legato a uno dei personaggi più belli di sempre, una donna guerriera come non se ne erano mai viste, la splendida “Furiosa”. Di “The Martian”, non vale nemmeno la pena di parlare, a mio parere (uno dei film più brutti e involontariamente ridicoli che ho visto).

Miglior Regia: come sopra, il migliore è George Miller. Adam McKay (“The big short”) non lo avrei nemmeno inserito nella lista e per fortuna Inarritu ha già vinto l’anno scorso.

Miglior Attore Protagonista: Il più acclamato è ovviamente Leo. Ma come vivrebbe una vittoria per un’interpretazione dove non ci sono dialoghi ma versi, mugugni e sussurri enfisematosi? A me non è piaciuto per niente, bello grassoccio, con il ghiaccio dipinto sulla barbetta puberale. Per non parlare di Matt Damon, carino, bravino, sempre uguale. Fassbender è un sempre un bravo attore e un figo spaziale, uno Steve Jobs muscoloso fuori parte. Eddy Redmayne è eccezionale come transessuale in “Danish Girl”, ma ha vinto l’anno scorso nella versione Austin Power di Stephen Hawking, quindi è fuori gioco. Resta Bryan Cranston, colui che mi ha fatto sognare mentre cucinava metamfetamine, che dà il meglio di sé in una formidabile reincarnazione del mitico sceneggiatore Trumbo. È un attore che stupisce sempre di più, gigantesco, davvero da Oscar.

Miglior Attore non Protagonista: la sezione più brillante della cerimonia. Tutti sono bravissimi, su tutti brillano però Mark Ruffalo, gigantesco ne “Il caso Spotlight” e, soprattutto Tom Hardy. Impulsivo nella vita come solo i veri divi sanno fare, colui che ha scazzato con Inarritu, in “The Revenant” è di una bravura mostruosa, trasformato nel corpo e nella voce(di cui non si capisce una parola). Un’interpretazione che mi ha lasciato a bocca aperta. Stallone sarebbe un oscar nostalgico, più alla carriera che al merito (anche se come Rocky spacca sempre) e Christian Bale è bravo come sempre ma costretto dalla sceneggiatura e dall’ufficio in cui è limitato a una parte misera. Mark Rylance forse è stato inserito per far numero, sembra una sfinge.

Miglior Attrice Protagonista: impopolarmente Jennifer Lawrence mi piace, ma “Joy” non è un gran film e lei ha già vinto un oscar. Cate Blanchett è un bidone di botulino e se la mena troppo. Brie Larson non è niente male, Charlotte Rampling una certezza, diva e anti-diva, magnifica in un film bellissimo. Forse alla fine vincerà Saoirse Ronan per un film dal sapore di fiction e nascerà una nuova stella.

Miglior Attrice non Protagonista: Kate Winslet è secondo me la più grande attrice moderna (la ricordate in “Revolutionary Road”? che meraviglia…), ma in “Steve Jobs” è sacrificata. Poi vale la pena ricordare e osannare solo Rooney Mara, titanica, intensa, magnifica in un ruolo e in un film parallelo a Brooklyn (perché il bellissimo “Carol” non è stato nominato?), la più brava di tutte anche di Saoirse Ronan. Speriamo davvero che vinca, è una grande promessa.

Per le altre categorie saremo più sintetici. Chi vorremmo sul palco, con in pugno la statuetta?

Miglior Sceneggiatura Originale: “Il caso Spotlight”, di Tom McCarthy

Miglior Sceneggiatura non originale: “Carol”, di Phyllis Nagy

Miglior Film d’Animazione: “Anomalisa”, di Charlie Kaufman

Miglior Film Straniero: “Mustang” (ma anche uno dei migliori film in assoluto del 2015, se non degli ultimi anni), di DenizGamzeErgüven

Miglior colonna sonora: siamo nazional-popolari, tifiamo per Ennio Morricone!

Miglior Canzone Originale: “Simple Song #3”, in Youth, di David Lang

Migliori Costumi: “Carol” (meraviglia, quasi un film in costume…)

Rispetto alle altre categorie non ci esprimiamo e in bocca all’orso! Che vinca il migliore (o il meno peggio).

Il Demente Colombo