10272725_10153499934367776_3315775458606610041_oLa nostra Ghya è un personaggio enigmatico, gira spesso per il mondo e incontra artisti, spesso ci parla. Da queste chiacchiere nascono stralci di interviste che pubblichiamo così per due motivi. Nascono così e sono belle così, primo, non abbiamo sbatti di editarle, secondo. Questa è la volta di Tom Blankenship dei My Morning Jacket super gruppo di folk rock psychedelico di Louiseville. Bando alle ciance…
Ricordi il tuo primo concerto?
Credo che avessi più o meno 13 anni, ero in terza media, e ho visto – certo, ero già stato ad altri concerti, ma questo me lo ricordo in particolare – i Metallica nel loro tour per il Black Album. Erano nello stadio in cui giocavano le squadre di basketball e quindi hanno suonato al centro del campo, con tutto il pubblico attorno. Il batterista continuava a girare su se stesso e ha fatto su assolo di 20 minuti! Ero con il mio amico Tim e… mio padre che ci accompagnò. Era come una serata organizzata dalla scuola: alle 10 di sera eravamo tutti sulla via di casa. Tutti completamente sobri!

Qual è l’album più importante di tutti i tempi?
Solo uno? Difficile… Direi qualcosa che è all’opposto dei Metallica: “What’s going on” di Marvin Gaye, è un album verso cui torno sempre, pregno di spiritualità che può trasmettere molte cose; la mia religione è la musica e i miei amici sono la mia chiesa.

Se potessi incontrare chiunque (vivo o morto che sia), chi incontreresti?
Cacchio! Anche se non riguarda la musica, vorrei incontrare “The King” Jack Kirby, uno dei più grandi illustratori della Marvel negli anni ’70 e della DC negli ’80. Vorrei incontrarlo solo per salutarlo e dirgli “Grazie”.

Certi mi hanno risposto che vorrebbero incontrare Gesù o altre “celebrità” del genere…

AHAHAHAH, Kirby è il mio “Gesù”.

Se il mondo finisse domani, cosa faresti questa sera?
Passerei la serata con mia moglie, semplicemente seduti sul divano mangiando pizza.

Come si è evoluto il tuo sound nel corso della tua carriera?
Ho iniziato nel… 1998 con il gruppo e nel frattempo abbiamo cambiato un paio di membri. Noi non parliamo mai del nostro sound: andiamo in studio e registriamo, facendo tutto quello che ci passa per la testa di fare. Ovviamente il nostro sound è cambiato: agli inizi eravamo molto influenzati dalle nostre band preferite, dalla musica con la quale eravamo cresciuti. Sai, se adesso comprassi un pazzesco album di black metal, probabilmente ne sarei in un certo modo influenzato; tutto quello con cui veniamo in contatto ci rimane, anche in minima parte, attaccato e, quando si tratta di entrare in studio a registrare, ovviamente ritorna tutto a galla.

Come scrivete i vostri pezzi?
Jim scrive la maggior parte dei pezzi, ogni tanto però capita di mettere giù tre o quattro accordi di una melodia senza avere un testo che poi mettiamo insieme.

Se tu e la tua band tornaste indietro nel tempo all’inizio deli anni ’70, con che band ti piacerebbe suonare, o semplicemente conoscere e passare del tempo insieme?
Oh cacchio! Direi… Black Sabbath, Led Zeppelin. Non riesco a pensare a molte band di quel periodo con cui mi piacerebbe suonare. Sì, aprirei più che volentieri i concerti di Black Sabbath e Led Zep.

Qual è la tua band preferita, in assoluto?
Questa è veramente tosta! Ce ne sono troppe! Posso dirne 2? No no, ce la posso fare, te ne dico una. Forse i Beach Boys? Non mi stanco mai di loro, hanno un mix incredibile di stili.

Gli hai mai visti dal vivo?
No! E non ho mai nemmeno visto Brian Wilson!

Quando hai capito che saresti stato un musicista a tempo pieno?
C’è voluto un po’. Abbiamo iniziato a fare seriamente musica nel ’99, solamente dopo 4 anni di tour un po’ ovunque abbiamo iniziato a tirare su abbastanza soldi. Quando ho finito il college mi sono messo a fare dei lavori di merda che non pagavano nulla: lì ho capito che volevo essere un musicista.

Come hai iniziato a suonare?
Avevo 14 anni o giù di lì quando mia madre mi comprò un basso. Mi ricordo ancora quel giorno! Portavo l’apparecchio ai denti da tre anni e, quando me lo tolsero, andammo immediatamente in un negozio di strumenti musicali ce c’era lì vicino, giusto girato l’angolo, e me lo comprò. “Questo è il regalo che ti sei guadagnato per avere portato quell’orribile marchingegno per tre anni!”

Hai mai suonato un basso a 5 o 6 corde o uno stick bass?
Quello stile giappo? A dodici corde? Sì! Ci ho provato una volta, è veramente difficile. Per suonare R&B un 5 corde è assolutamente necessario!

Se non fossi un musicista, cosa faresti, chi saresti?

Sarei sempre io, Tom. Mi piacerebbe insegnare scrittura creativa. Sono cresciuto con questa passione, pensa che scrivo ogni giorno per almeno due o tre ore. Ho avuto degli insegnanti stupendi che mi hanno supportato. Mi piacerebbe poter restituire il favore: “Hey ragazzi, siate creativi!”. È una vita che, ogni tanto, mi sento dire che non è poi così figo essere creativi…

Ti piace leggere? Chi è il tuo autore preferito?

Uhhh! Leggere… Conosci Michael Chabon? Ha scritto un libro straordinario “Le fantastiche avventure di Kavalier e Clay”, è fantastico. Per me è un modo per rilassarmi, per evadere.

Parliamo del progetto Electric Mayhem, mi piaceva un sacco. Peccato…
Già, era fantastico. Mi sarebbe piaciuto realizzarlo veramente. Beck, nel tour del 2006 aveva dei visual in cui si vedeva la sua band, trasformata in pupazzi, suonare. Nell’Electric Mayem invece, sul palco ci sarebbero stati solamente i pupazzi, noi avremo suonato nel backstage. C’era un ragazzo alla Disney che si era preso a cuore il nostro progetto ma venne licenziato e, probabilmente, a nessuno interessava la nostra idea nonostante continuassimo a promuoverla. Qualcosa comunque ne è venuto fuori: le canzoni Wonderful e Outta my System dell’album “Circuital” e Friends Again.

Preferisci suonare per le grandi folle o per “pochi intimi”?
Mi piacciono entrambe le situazioni. Anche se preferisco i piccoli club, dove il pubblico è lì vicino a te. Quello che non mi piace dei grandi palchi è che la gente è molto, troppo, lontana.

Un album a maggio 2015 (“Waterfall”), un tour fino a novembre 2015 e un tour 2016 appena iniziato. Vi fermate mai? Quando – e se – trovi il tempo di rilassarti, cosa ti piace fare?
Mi riposo, alla grande! C’è sempre qualche progetto musicale da seguire e portare avanti… In ogni caso, quando ho del tempo libero sono abbastanza indipendente. Leggo molto, mi esercito, faccio yoga, scrivo musica per conto mio… Ma mi rilasso realmente solo passando del tempo con gli amici e la mia famiglia.

Beatles o Rolling Stones? Pink Floyd o Led Zeppelin?
Beatles. Le canzoni… Eran960o spettacolari, ma entrambe le band lo erano. Che brutta domanda… E Pink Floyd, anche se il mio spirito di teenager risponderebbe Led Zeppelin. Abbiamo anche suonato con Roger Waters!

Vi ho visti anche in una puntata di “American Dad”!
Si! Credo sia il sogno di ogni ragazzino.

a cura di Ghya