C’è molto di più di una banale affinità artistica tra Ginevra Di Marco e Cristina Donà racchiusa all’interno del disco che porta il loro nome, che si esprime egregiamente nelle rivisitazioni (e non), sempre con scelte raffinate come costante, mischiando i rispettivi suoni dando forma a un lavoro di spessore. Una collaborazione a sua volta del tutto inedita, che nasce molto prima di questo progetto, come un’amicizia di lunghissima data.

Un passo alla volta è la lettera che rompe il ghiaccio e anche la prima delle due metà in cui si potrebbe dividere questo disco, sospeso tra la vita privata (Perpendicolare, in cui ci si sofferma sulla maternità) e il mondo attuale (Confine, per esempio, tocca il tema dei migranti sudamericani e la loro condizione in una fotografia-ritratto scattata nel momento più duro). Continua così anche per tutte le altre tracce, poco più di una manciata di canzoni che vanno mescolando le loro vite alle emozioni di tutti, andando a raccogliere anche le più semplici sfumature del quotidiano di ciascun ascoltatore. Gli inediti presenti, scritti a quattro mani, hanno dato vita a un intenso lavoro di confessione (Un passo alla volta) di due delle voci più carismatiche degli ultimi decenni di musica femminile italiana.

Per la seconda parte, invece, la Donà e la Di Marco si dedicano alle rivisitazioni dei rispettivi repertori, repertori tra l’altro di tutto rispetto, che si esprimono con una alchimia rara. Per citare un altro inedito, Così vicini, ideologicamente e nella musica che fanno, pronte a Camminare (tra i temi portanti proprio il cammino, metafora di scoperta e sofferenza allo stesso tempo), a sostenersi a vicenda. La produzione artistica è a sua volta sostenuta da Francesco Magnelli (piano, magnellophoni), Andrea Salvadori (chitarra, tzouras) e Luca Ragazzo (batteria), con l’aggiunta del produttore Saverio Lanza (chitarra, basso).

Un disco atteso che non tradisce i tempi per darlo alla luce (grazie anche a una campagna di crowdfounding), che non si incastra nelle dinamiche delle collaborazioni a tutti i costi, ma al contrario riesce a stupire per la bellezza che racchiude ciascun brano, in primis espresso dalle voci e dalla sensibilità delle due cantautrici. Essenziale nella quantità dei brani proposti, ma sia chiaro, tutti con una forte e definita personalità, un lavoro attento delle due che giocano a fondersi senza rischiare di sovrapporsi o confondersi, prova che un’amicizia e una stima reciproca possano dare ancora frutti di questo tipo.

Caterina Gritti