The Claypool Lennon Delirium: dovessi spiegare in due parole a qualcuno di cosa si tratti, il nome verrebbe subito in mio aiuto. Certo, ovviamente il Lennon citato nel monicker non è il mai troppo compianto John, bensì il figlio Sean, ma questo “South of Reality” suona esattamente come un incontro fra il mondo beatlesiano e quello alternative dei Primus di Les Claypool.

Incontratisi ormai quattro anni fa, quello che sembrava solo uno sfizio da parte dei due musicisti è diventato ormai un vero e proprio progetto alla terza pubblicazione discografica dopo il disco d’esordio “Monolith of Phobos” del 2016 e l’EP dell’anno successivo “Lime and Limpid Green”. A due anni di distanza, ecco che Les Claypool e Sean Lennon si riuniscono ancora una volta per esaltare sempre di più il loro folle amore per la psichedelia anni Sessanta. E lo fanno con un lavoro fantasioso, folle e godibilissimo: 9 brani per un viaggio colorato, tossico ma gioioso.

La voce riprodotta al contrario a mo’ del rock più “contro” delle origini dà l’avvio a Little Fishes, prima canzone in scaletta fra riff arabeggianti e strofe dove il basso del leader dei Primus la fa da padrone. Blood and Rockets – Movement I, Saga of Jack Parsons – Movement II, Too the Moon è una piccola suite con la prima parte che sembra scritta dal quartetto di Liverpool, un inframezzo psichedelico alla Tame Impala e un finale dal mood più tetro e “diabolico”. La title track è una rincorsa spaziale alla Hawkwind, Boriska un dondolo in mare di pink floydiana memoria, Easily Charmed by Fools la camminata baldanzosa di due freak in città.

La lunga Amethyst Realm è il pezzo più cupo ed è semplicemente bellissimo ed emozionante, Toady Man’s Hour lascia libero sfogo alla tecnica eccezionale di Mr. Claypool, mentre Cricket Chronicles Revisited – Pt. I, Ask Your Doctor, Pt. II, Psyde Effects riprende atmosfere orientaleggianti. Arrivati al termine sarete infine premiati da Like Fleas: i Beatles sono risorti e se chiudete gli occhi vedrete i cartoni animati di “Yellow Submarine” farvi compagnia e creare insieme a voi nuove fantastiche storie. I maestri si sono messi all’opera ed è un vero piacere ascoltarli e lasciarsi trasportare nel loro, forse anacronistico ma più che affascinante, mondo.

Andrea Manenti