L’orgasmo del maiale dura 30 minuti. Io potrei andare oltre ascoltando, finalmente, della new retro wave fatta da un italiano in maniera molto italiana. E dico finalmente perché la new retro wave che impazza per il mondo da circa un decennio si ispira a Moroder e ad altri italiani meno conosciuti di lui che hanno fatto la storia di una dance un po’ onirica. Poi qualcuno ha preso la tangente e si è inventato lo shoegaze, anche detto dream pop. Altri invece hanno estremizzato la questione con la vapor wave.

Ma se ce ne andiamo per definizioni non ne usciamo più. Quello che conta invece è il sintetizzatore stellare che ti catapulta nei futuri distopici e ultradimensionali tanto in voga negli anni ’80.
Adoro.
Godo.
E adoro ancora.

Il bello di “Stargate Mixtape”, l’ultimo prodotto di Bruno Belissimo, è proprio il fatto che sia un mixtape. Nel senso che schiacci play e sembra un’unica grande traccia che si evolve in parti diverse, senza interruzioni tra un pezzo e l’altro, come i livelli a scorrimento continuo di certi videogame.
Quindi puoi avviarlo e sprofondare a luci soffuse nella tua stanza, nel tuo alcol, nei tuoi fumetti, nel tuo Nesquik, nella tua ragazza, o insomma nel passatempo pericoloso e potenzialmente assuefacente che preferisci.

Così, mentre “Stargate Mixtape” scorre dolce, tu attraversi diversi stati dimensionali: un po’ sei su un’astronave diretta verso le spiagge di Saturno, un po’ sei in auto con Eddie Murphy in Beverly Hills Cop, un po’ sei al Gilda a rimorchiare americane con Jerry Calà ed Ezio Greggio.
Si vola. Di brutto!

E poi, sì ok, c’è la questione che ormai c’è un botto di gente che spara sintetizzatori e se ne esce con pezzi dai nomi evocativi, tipo ’85 Again o The Mystery of Betelgeuse, e tutto questo fa sì che la new retro wave sia parecchio inflazionata e sia sempre più difficile trovare pezzi davvero belli in tutto questo marasma di roba molto simile a sé stessa…
E invece Bruno Belissimo si distingue. E lo fa alla grande. Con stile!

Inoltre nell’album c’è una traccia da segnalare, un colpo di genio: Saint Tropez. Il nome fa pensare a uno di quei pezzi chic da modelle, Lamborghini e Crystal.
E onestamente la base è in linea con quel concetto, ma poi arriva una voce campionata che, in perfetta cadenza napoletana, parte a loop: “San Marino, San Francesco, Saint Tropez”. Sembra di sentire Peppino De Filippo mixato dai Daft Punk.
La mia vita ha di nuovo un senso.

Altra chicca è People from Cortina, che sembra un tre minuti di pubblicità su Canale5 nel 1988.

Bruno Belissimo. Io ti devo conoscere e devo stringerti la mano. Anzi, alzo la posta: il giorno che scriverò una sceneggiatura, sappi che ‘sti pezzi ne diventeranno l’onestissima colonna sonora.

Vabè. Basta. Non c’è altro da dire.
“Stargate Mixtape” è un capolavoro.
Per me si potrebbe anche chiamare “Spaghetti Stargate” o “Paninari Interstellar”.
Non importa comunque, ci vediamo in pista al Tartarughino con De Michelis, Craxi e gli altri socialisti viveur.

Marco Improta