
Conor Oberst e Phoebe Bridgers il disco insieme
Tutto vero, due star del folk malinconico alternativo insieme con un nuovo disco! Conor Oberst, leader dei Bright Eyes e a Phoebe Bridgers hanno una nuova band insieme e si chiama Better Oblivion Community Center. Ieri notte sono stati ospiti da Stephen Colbert sulla CBS (video sotto) ma il disco si può già sentire ed è semplicemente pazzesco, lo specchio limpido di due talenti del songwriting con la T maiuscola.
I due indie folkers ci avevano già fatto intuire qualcosa, suonando insieme spesse volte e ospitandosi vicendevolmente nei rispettivi dischi. Oberst è reduce d due nuove canzoni solista. I suoi dischi sulla lunga distanza risalgono al 2016 e al 2017 , parliamo di due lavori decisamente gradevoli come Ruminations e Salutations. Ma chi è Phoebe Brigers? Vi state chiedendo?
Ventenne, bionda, californiana e disturbata al punto giusto per scrivere meravigliose ballate per disagiati. Diplomata alla Los Angeles County High School For Arts, inizia a pubblicare con Ryan Adams, sbarca presto su Dead Oceans, etichettissima di Ryley Walker, Kevin Morby fino ad arrivare al disco d’esordio “Strangers in the Alps“. Degna di menzione speciale la sua struggente cover di “You Missed My Heart”, di Mark Kozelek, Un disco che vi invitiamo a scoprire e che già contieneva una prima collaborazione con Mr.Bright Eyes. Proprio quella “Woud You Rather” qui sotto che già ci aveva fatto sospirare…
Phoebe è avvezza ai supergruppi, basti pensare al clamore ottenuto dalle BoyGenuius, il super trio con Lucy Dacus e Julien Baker
Tre talenti che fanno da manifesto viventi di una generazione che fino ad oggi in cerca di autori. Il loro pregio è riuscire a rimanere leggere raccontando il mondo selvaggio che c’è la fuori.
A ragion veduta, dobbiamo ammettere che la Bridger si sta giocando davvero bene le sue carte. Dopo aver promosso a dovere l’ep delle BoyGenius ha prodotto Christian Lee Hutson, cocchino di Jenny Lewis.
Ad ogni modo, bando alle ciancie, questi sono i Better Oblivion Community Center e ascoltare il loro disco d’esordio è un gesto da ripetere più volte al giorno per sentirsi in pace con il pianeta terra.
Tum

memorato cronico, sognatore ostinato e cercatore compulsivo di dischi capaci di rimettere in ordine il mondo, almeno per la durata di una canzone. Bazzico questo meraviglioso postaccio dal 1998, convinto di essere sempre indie prima degli altri, anche di me stesso.
I miei 3 rifugi sonori: Il Bloom di Mezzago, l’Arci Bellezza e il Gagarin a Busto Arsizio. Nel cuore però rimarranno per sempre Spazio Musica di Pavia e il Babylonia di Ponderano.
Il primo disco comprato: la cassetta con il retrocopertina non censurato di Appetite for Destruction dei Guns.
Il primo disco che avrei voluto comprare: I Mostri di Thimothy dei Motorpsycho.
Una cosa che probabilmente non vi servirà sapere: parafrasando John Fante, ogni tanto mi sembra di intravedere il lato più tragicomico dell’esistenza. Poi metto su un disco che vale davvero la pena ascoltare e, per una quarantina di minuti, il mondo torna ad avere un senso. E anche farne parte, tutto sommato, non mi dispiace.
