Milano, 11 settembre 2025
Siamo stati alla primissima data italiana di Florist all’Arci Bellezza, in occasione del suo tour europeo a supporto di “Jellywish (Double Double Whammy)”, ultimo album della cantautrice di Catskill, New York.
L’apertura è toccata a Hannah Frances: cantautrice, danzatrice e poetessa. Le sue ballate in open tuning hanno illuminato la strada di un’intima notte folk. Alle deliziose tracce del suo “Keeper of the Shepherd”, album del 2024 che era finito anche in Best New Music su Pitchfork, alterna gli ultimi singoli e qualche traccia inedita di “Nasted in Tangles”, il nuovo disco in uscita il 10 ottobre.
Dopo il set di Frances è questione di minuti prima che Emily Sprague e Felix Walworth si presentino al pubblico del Bellezza. I due stanno portando Florist in giro per l’Europa, e anche questa sera sono protagonisti di una scenografia minimale. La chitarra di Emily e uno sgabello per Felix, che per qualche pezzo si è allontanato dalla batteria (anche questa ridotta all’osso) per accompagnare Sprague arpeggiando la chitarra elettrica.
La setilst collaudata non va oltre la dozzina di brani, più che giustamente, poco meno di un’oretta e mezza di folk nudo e crudo in cui si alternano prevalentemente i brani di “Jellywish” e quelli dell’omonimo del 2022. Sprague prosegue dritta un brano dopo l’altro, presentandoli timidamente mentre accorda la sua acustica; la prima metà della setlist va via senza grandi evoluzioni dinamiche.
Nella prima mezz’ora è Felix a trascinare il live con i suoi interventi attentissimi e sempre misurati alle percussioni. Sprague si apre presentando Time Is A Dark Feeling, uno degli unici due brani tratti da “Emily Alone” (2019) in scaletta. Da qui l’espressività di Emily cresce di intensità e tocca il suo apice nelle esecuzioni di Red Bird Pt. 2 (Morning) e Our Hearts in a Room, i cui accordi ricordano il songwriting di Jeff Tweedy.
Prima di chiudere con Gloom Designs Emily ci ricorda che “il nostro mondo lo facciamo noi ogni giorno, e possiamo sempre farlo diventare migliore”. Dopo aver concluso con un sentito “take care of each other” i due terminano il set con la stessa pulizia dei minuti precedenti. Niente bis, niente fronzoli.
Florist porta il suo folk per la prima volta in Italia e lo fa con un concerto chiaro ed essenziale, dimostrandosi un’artista autentica e consapevole. E noi torniamo a casa rigenerati da un ascolto nitido e confortante.
Mattia Sofo


Mi racconto in una frase: “Il segreto è il whiskey” (dopo aver ottenuto il foglio rosa)
I miei tre locali preferiti per ascoltare musica: Alcatraz (Milano), Serraglio (Milano), Circolo Ohibò (Milano)
Il primo disco che ho comprato: Doveva essere qualcosa di Ligabue.
Il primo disco che avrei voluto comprare: Pink Floyd – Atom Heart Mother
Una cosa di me che penso sia inutile che voi sappiate ma ve la racconto lo stesso: Mi piace andare al cinema da solo.
