Mike Mills è la dolce metà di una delle coppie più hipster del cinema indipendente (è il marito di Miranda July). Ossessionato dalla propria storia familiare, qualche anno fa aveva girato “The Beginners”, opera malinconica di una bellezza che toglieva il fiato. Adesso ci ha riprovato, con il suo stile ipercromatico e spezzato, liberamente personalissimo. Se il suo lavoro precedente parlava di suo padre, “20th Century Women” ci parla di sua madre e delle donne della sua vita, con grande amore. Autobiografico, sincero e un po’ sgangherato, soffre di una struttura disordinata e vive delle proprie protagoniste. Mills fa della nostalgia la sua poetica, collocando in una Los Angeles iconica, i propri ricordi. Tutto ha il sapore della memoria, filtrata dal ricordo per le donne che formarono la vita di un ragazzino che aveva ancora tutto da imparare, in un’educazione sentimentale al femminile, dove le donne non sono supereroi ma anime inquiete e sole, che soffrono,  vincono e a volte perdono, senza arrendersi mai.

Come in “The Beginners”, un cast di attori perfetti vivifica una bella sceneggiatura, forse troppo ricca, un po’ incasinata che, tuttavia non trascura l’evoluzione di ogni personaggio, descritto al meglio, in ogni propria sfumatura e fragilità. Annette Bening è straordinaria, cinquantenne madre single a capo di una casa popolata da giovani, intensa nel dire e non dire, nel mostrarsi bellissima dietro le proprie rughe e le proprie assorte meditazioni mentre cerca di capire l’arrivo di una nuova epoca che lei non avrà il tempo di vivere e al quale suo figlio appartiene, creando tra loro una distanza incolmabile. Greta Gerwig si conferma una delle attrici più brave in circolazione, in un ruolo completamente diverso dai suoi soliti e mostrandoci ancora una volta il suo volto bellissimo dalle mille profondità. Un film bello e commuovente, chissà se verrà mai distribuito in Italia.

Il Demente Colombo