«Stephen Malkmus, ex leader dei Pavement, lascia i Jicks e produce un disco di musica elettronica». Questo sarebbe il titolo di una rivista musicale scandalistica. Noi invece preferiamo qualcosa dip iù descrittivo: «Stephen Malkmus, dopo aver vissuto due anni a Berlino e annusato, ascoltato e visitato questa fantastica città, con la spilletta dei Pavement rigorosamente sul bavero della giacca, compone “Groove Denied”, un disco influenzato dalle sensazioni che un musicista può avere quando diventa turista». Io che amo la capitale tedesca e l’ho visitata più volte vi farò da guida tenendo in sottofondo questo nuovo disco.

 

1. Belziger Faceplant.

Hauptbanhof.

Arrivare nella nuova stazione centrale di Berlino, magari abituati alle strutture in cartongesso dei nostri centri commerciali, è un impatto impressionante. Tutto è vetro, ferro e cemento armato. La solidità che dà garanzia di un futuro protettivo. I treni si muovono su diversi piani in un fantascientifico paesaggio in movimento. La musica e sì elettronica, ma sembra degli albori, quella sperimentale degli inizi.

 

2. A Bit Wilder

Museo ebraico, le foglie cadute

Un’installazione dove camminiamo su tondi di metallo che hanno l’effige dei volti, creando rumori frastornanti. Cercherete di uscirne per fuggire dall’angoscia di quei suoni che  sembrano lamenti.

 

3. Viktor Borgia

Tiergarten

Una passeggiata in uno splendido parco nel centro della città dove potete vedere auto, ma anche scoiattoli che attraversano la strada. E in fondo, altissima, Siegessaule, la statua della vittoria che Bruno Gantz abbracciava nel film di Wenders.

 

4. Come Get Me

Potsdamer Platz

Ricordando che questa città fu rasa al suolo e non conserva monumenti antichi, questa piazza è stata ricostruita dai grandi architetti del xx secolo come in un nuovo rinascimento. Alzate gli occhi e in un tour a 360° avrete la meraviglia dell’arte moderna, perché la bellezza è in ogni età. E se avevamo nostalgia delle sonorità lo-fi, eccoci serviti.

 

5. Forget Your Place

Museo ebraico, la torre dell’olocausto

Siete in una stanza alta e buia con soltanto una fessura in alto. Luce e suoni arrivano rarefatti dall’esterno e sono irriconoscibili. Questa è la rappresentazione emotiva della prigionia in generale, di un lager nel particolare. Ho sempre un brivido nel ricordare questa esperienza.

 

6. Rushing The Acid Frat

Hamburger Bahnof

Immaginate una vecchia stazione ferroviaria trasformata in un museo d’arte moderna, dove perdersi tra opere ed installazioni in un susseguirsi di hangar.

 

7. Love The Door

La porta di Brandeburgo

Anche se oggi questa maestosa opera è un passaggio, possiamo immaginarci il senso di impotenza che scaturiva dalla sua chiusura. Le dimensioni amplificavano l’idea che o si era da una parte o dall’altra, senza transiti immaginabili.

 

8. Bossviscerate

East Side Gallery

1,3 km di quello che fu il muro, disegnato da artisti di tutto il mondo che diventa un messaggio in ogni lingua. I colori vincono sul grigio ora che il muro non ha più bisogno di essere scavalcato e ci accompagnano in una passeggiata di messaggi.

 

9. Ocean Of Revenge

Checkpoint Charlie

Un posto di blocco tra Russia e Stati Uniti in uno scontro che mai avvenne, per fortuna. Oggi è un richiamo turistico e asciugandoci la fronte e tirando un sospiro di sollievo per la tragedia scampata, ci facciamo fotografare felici.

 

10. Grown Nothing

Deutsche Kinemathek

Questo museo è Gardaland per chi come me ha amato il nuovo cinema tedesco. Sento ancora i brividi di quando vidi la sedia del regista R.W.Fassbinder e le ali dell’angelo del “Cielo sopra Berlino”.

 

Grazie a Stephen Malkmus per la colonna sonora e spero di aver dato dei buoni consigli a chi a Berlino ci andrà per la prima volta.

Massi Marcheselli