Signore e signori, eccovi l’ultima next big thing della musica inglese: i Vant. Nato a Londra nel 2014 e con alle spalle già ben sei singoli, di cui uno, “Parking Lot”, già nella colonna sonora del videogioco Pro Evolution Soccer 2017, il quartetto capitanato dal cantante-chitarrista Mattie Vant ed accasatosi sotto Parlophone Records giunge al tanto agognato disco d’esordio.

Sarà, come promesso, successo istantaneo? Difficile dirlo… I punti a favore ci sono tutti: un’immagine forte ma levigata per non dare troppo fastidio, una musica violenta ma orecchiabile e pop sempre per lo stesso motivo, tanti buoni singoli.

Ma andiamo con calma. L’apripista “The Answer”, con i suoi feedback ed il bassone in primo piano, si candida subito a brano migliore del lotto ed entra immediatamente in testa grazie all’ottima melodia vocale e alla botta delle chitarre. “Put Down Your Gun” inizia a mostrare dove successivamente si andrà a parare per la maggior parte del tempo: punk pop giovanile e poco spigoloso a metà strada fra gli Ash e i Subways. I migliori brani con questa formula sono la già citata “Parking Lot”, “Do You Know Me?”, “Fly-By Alien” e “Karma Seeker”. Sostanzialmente i singoli già usciti.

Più affascinanti invece le eccezioni: la cavalcata strumentale “Freedom of Movement”, la contagiosa “I Don’t Believe In God”, degna dei migliori Weezer, il debito nei confronti dei Pixies di “Headed for the Sun”, il punk impazzito e velocissimo di “Parasite” e “Bribe Me To My Grave”, la lunghissima (più di sette minuti) “Are We Free?”.

Venti brani (ventidue nella versione deluxe) sono sicuramente troppi e la qualità non riesce ad essere pienamente raggiunta per lo scorrere dell’intera scaletta, ma i ragazzi hanno di certo dalla loro ottimi spunti e una carriera davanti. Basta solo avere un po’ di coraggio ed osare un poco di più.

Andrea Manenti