Tutti noi, ogni tanto, abbiamo bisogno di rifugiarci in un angolino stretto. Il nostro piccolo spazio buio e confortevole, dove ci prendiamo un po’ di tempo per ascoltare l’eco dei nostri cari, vecchi ricordi, o stare a rimuginare su tutto ciò che poteva, può o potrà succedere nella nostra vita.
 
Tim Hart – batterista degli australiani Boy & Bear – è stato a lungo in disparte: tipico dei batteristi. Poi, nel 2012, ha pubblicato il suo primo album, “Milling the Wind”, e adesso, sei anni dopo, condivide le sensazioni provate nel suo angolo stretto con, appunto, “The Narrow Corner”. Sono sensazioni di perdita e di nostalgia, che Tim Hart aveva già esplicitato con l’uscita di I’d Do Well, il primo singolo estratto dall’album: «É un atto molto coraggioso per me rilasciare questo brano, è una canzone molto intima scritta in uno dei momenti più bui che ho passato durante l’ultimo tour, quando sentivo casa mia lontana, e rimpiangevo di non aver vissuto più semplicemente».
 
“The Narrow Corner” è nato grazie anche all’influenza di Stu Larsen e alla collaborazione dei produttori Mark Myers e Wayne Connolly, gli stessi che avevano dato una spinta a Tim Hart nel 2012. È un album sincero, con profonde radici folk e acustiche, una colonna sonora leggera da mettere su quando ve ne volete stare per un po’ a pensare nel vostro angolino, indisturbati.
 
Laura Musumarra