Cambio di rotta internazionale per la band salernitana The Valium (nei primi due album I Valium) che, con quest’ultima loro fatica, decidono di usare come propria forma d’espressione la lingua inglese. Sarà il genere che da sempre li contraddistingue (un power pop d’ottima fattura), sarà il caso, ma è sicuro che il nuovo idioma stia loro decisamente a pennello. I dodici brani di cui è costituito questo “Amazing Breakdowns” stanno lì a dimostrarlo.

L’apripista Too Many Dreams of Rock’n’Roll mette subito ben in chiaro quale sia la nuova strada intrapresa del quintetto. Un po’ come a dire: “Troppi sogni di rock’n’roll?”. Se sono sogni come questi, ben vengano! Via allora con i riff ultra veloci alla Hives, assoli al fulmicotone e tanta bella melodia. Communication è punk ’77 visto attraverso la sua veste più rockabilly, il primo singolo I Hate You un mid tempo fra Royal Republic e umori oscuri vagamente Damned, Suzy una semi ballad quasi brit pop anni Novanta, Emily Davies ancora rock’n’roll stradaiolo semplice e d’impatto.

Ballad of the Gypsy ha un mood molto sixties che nella forma ricorda i primi Coral, oltre che un’anima per la verità forse più nomade che gitana. When fa venire in mente gli Undertones per la melodia cristallina sorretta da chitarre distorte, mentre Like Wonder ti fa “sentire come Johnny B. Good”. Il punk ’77 si scontra con l’inconfondibile sound Lookout Records in Dare Love, mentre TV si nutre di rock’n’roll scandinavo fra velocità supersoniche e tinte un poco dark. The Cinematic Spectacle è una ballata dal gusto classico e il finale è affidato ad un’ultima bombetta: Soul Sister. Anima, punk, pop, 60’s, rock’n’roll, Paul Collins come nume tutelare, danza e melodia.

Andrea Manenti