Torino, 17 luglio 2019

Ad aprire la serata al Flowers Festival di Collegno (Torino) ci pensa Fulminacci. Il cantautore romano è penalizzato dall’orario di inizio, le 19.30, un po’ scomodo per essere un concerto infrasettimanale. Alle 20, senza troppa attesa, un’ondata di colori invade il palco tra armonizzazioni di sax, tastiere e l’impeccabile voce di Veronica Lucchesi de La Rappresentante di Lista, il secondo grande nome in lineup questa sera. Un live intenso, in cui si susseguono brani dell’ultimo disco “Go Go Diva” (2018, Woodworm Label) e del precedente “Bu Bu Sad” (2015, Garrincha Dischi), intervallati da riflessioni efficaci e mai scontate, lontane dallo spicciolo moralismo.

la rappresentante di lista flower festival

Durante il concerto si fa fatica a tenere i piedi incollati a terra. Il gruppo appare consapevole delle proprie capacità e riesce addirittura a spingersi oltre, concedendosi la possibilità di impreziosire i brani con arrangiamenti degni di un live ancora più “potente” delle prime date del tour. Non mancano i momenti intimi con Siamo Ospiti e Mina Vagante, che chiude il concerto convincendo anche chi non conosce la band.

A questo punto è impossibile non chiedersi: «E ora? Ora è davvero difficile mantenere questo livello…».

Motta si presenta al pubblico dopo un cambio palco rapido e indolore. Sicuro. Sguardo fisso sulla platea e un accenno di sorriso a cui non siamo abituati (e sul quale lui stesso ironizza spesso nel corso del live). Chitarra acustica, riccioli che gli coprono un occhio e un “sole perfetto, ma lei vuole la Luna…”. A metà brano ecco che viene circondato dalla band, che fin da subito trasmette l’idea di una combriccola di fratelli legati da qualcosa di molto più forte di un giro di chitarra.

Il live è un fluire tra canzoni raccontate e arrangiamenti più aggressivi rispetto alle versioni in studio. C’è tempo – forse troppo – dedicato a qualche interazione con il pubblico, in cui Motta si lascia andare al racconto di “qualche cazzo della mia vita”.

motta flower festival

È un concerto che divide. La carica e l’entusiasmo che l’artista toscano mette nel suo lavoro sono molto apprezzabili, ma l’atteggiamento in alcuni momenti appare eccessivo, fino a far venire il dubbio che tutto sia ostentato. Un live che si presenta rock negli arrangiamenti e negli atteggiamenti, che sfocia in “distratte” cadute dei microfoni e il jack della chitarra che si stacca nella confusione della coda di Roma Stasera.

A mettere indubbiamente d’accordo tutti è Mi Parli di Te, in grado di zittire i presenti per lasciare spazio all’emozione e all’inquieta tenerezza. E poi, siccome “se non le faccio io non le fa nessuno”, Francesco Motta rispolvera qualche brano del suo precedente gruppo, i Criminal Jokers, prima di concludere il live con una manciata di altre tracce del repertorio. Ma ne manca una, e così, superato l’orario consentito a volumi troppo alti, la band suona Abbiamo Vinto Un’altra Guerra in acustico a bordo del palco.

Insomma, una serata che conferma l’intelligenza musicale de La Rappresentante di Lista e promuove Motta, seppure con il beneficio del dubbio.

Renato Murri