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“La Fine dei vant’anni” è uscito il 18 marzo per Woodworm il primo album di Francesco Motta.

Primo album solista ma non certamente un esordio, il Nostro infatti di esperienza alla spalle ne ha a pacchi: è un ex Criminal Jockers innanzitutto, poi ha preso in mano basso e chitarra con Nada, suonato con Pan Del Diavolo e Truppi , collaborato con gli Zen Circus… insomma non certo l’ultimo dei pischelli ma uno che negli anni è riuscito a farsi conoscere ed apprezzare dai colleghi e dal pubblico che bazzica la scena indipendente italiana.

Parlando del disco, quando si ascolta “La Fine dei Vent’Anni” la prima cosa alla quale si pensa è la fine. La fine di un percorso e l’inizio di un altro che porta alla perfetta unione tra certe sonorità spigolose rock e altre più dolci, rotonde, pop , un mix che rende la sua musica più intensa e coinvolgente e ricca di quanto lo fosse precedentemente. Si parla di un percorso più maturo anche dal punto di vista dei testi nei quali si riesce a percepire il chiaro stampo autobiografico e la voglia di mettersi a nudo davanti all’ascoltatore .

Insomma un bel lavoro, interessante e pieno di spunti, certo, non dimentichiamo che una parte del merito della riuscita del disco va anche a Riccardo Sinigallia , produttore e coautore di alcune tracce. Riccardo, la persona giusta, per sensibilità ed esperienza, per far diventare questo piccolo capolavoro di dieci canzoni uno dei dischi italiani più belli e riusciti di questo inizio anno.

Oltre a Sinigallia altri nomi illustri che hanno contribuito all’album sono :

Alessandro Alosi (Pan del diavolo), Laura Arzilli, Lello Arzilli, Giorgio Canali, Guglielmo Ridolfo Gagliano (Paolo Benvegnù, Negrita), Maurizio Loffredo, Andrea Pesce, Cesare Petulicchio (Bud Spencer Blues Explosion) e Andrea Ruggiero.

Elly Contini