Schermata 2016-02-23 alle 19.57.26Lunga attesa: tredici anni per il sottoscritto (era il 2003 ed usciva “Senza peso”), diciassette per i fan più oltranzisti (era il 1999 e ad uscire era “Ho ucciso paranoia”). Tanto ci è voluto per i Marlene per riappropriarsi di un certo tipo di suono che in Italia hanno contribuito a creare. Tracce di uno sguardo via via sempre più insistente verso il passato si erano cominciate a notare già con i due precedenti lavori “Ricoveri virtuali e sexy solitudini” (2010) e “Nella tua luce” (2013), ma è soprattutto grazie al tour nostalgia del capolavoro “Catartica” di due anni fa che i musicisti di Cuneo ricominciano a giocare con feedback, distorsioni e testi poetici ma duri.

Le danze vengono aperte da “Narrazione” e chiuse da “Formidabile”: un cerchio che tutto racchiude fra riff di chitarrona, testo declamato e un ritornello irresistibile. “La noia”, come anche un brano quale “Fecondità”, alza ancora di più il tiro trascinando l’ascoltatore in una ritmica veloce e punk alla quale purtroppo era stato disabituato dal pur sempre bravo Luca Bergia. “Niente di nuovo”, la title track e “Sulla strada dei ricordi” allungano la tensione riscoprendo suite noise di valore come non era più da troppo ormai e il resto del disco segue l’onda lasciando un sorriso sulle labbra sia a chi Godano e soci li ha sempre amati, sia a chi li aveva amati e poi abbandonati sia a chi, troppo giovane ai tempi, cercasse oggi una botta d’energia e adrenalina nel rock nostrano. M. K. sei la bentornata.

Andrea Manenti