Dopo quattro anni di assenza dal loro album d’esordio, la band romana Marcello e il mio amico Tommaso è tornata con un nuovo album dal titolo “Un Amore”.
Registrato in presa diretta, il disco è sicuramente spontaneo e genuino (sarà un caso la frase sulla t-shirt indossata dal ragazzino sulla copertina del disco?) e a mio parere ha alti e bassi: come nella storia d’amore che sembra raccontare di traccia in traccia, ci sono cose che vanno bene e altre che invece vanno un po’ meno bene.

Le sonorità a volte eccessivamente twee/emo, la voce a tratti stridula della cantante, le stonature disseminate qua e là, inizialmente mi hanno suscitato un po’ di fastidio e irritazione. Ma dopo qualche ascolto, i pezzi, come Neko Case o La prima canna, mi sono entrati inevitabilmente in testa. Trovo molto originali alcune scelte strumentali, in particolare quando il violino si intreccia abilmente alla chitarra elettrica e alla batteria nel pezzo iniziale La Luna. Più avanti troveremo violino e archi che si accompagnano a sonorità più elettroniche in 2009 (un sogno).

È interessante lo stile di scrittura utilizzato: nel pezzo Neko Case c’è questa richiesta d’aiuto alla cantante dei New Pornographers che per me rappresenta qualcosa di più. La vedo più come una richiesta d’aiuto alla musica in generale, a quella Musica che a volte è l’unica àncora di salvezza in certi momenti della vita. E poi ci sono alcune frasi che colpiscono dritte al cuore: “Passare gli inverni scaldata dal niente non è il top ma neanche la fine”, in Non è il Top; o “Non ricordo per niente di averti fatto bene”, in Una domenica al mese; o ancora “Finisce presto la giovane età se ci pensi troppo”, in La Ferrovia. Sono solo alcune delle frasi che esprimono sentimenti in cui tutti possiamo immedesimarci.

E apprezzo la leggerezza del testo di Nausicaa, la delicatezza con cui sono cantate Tutti gli stessi e il disincanto di La sola coppietta del mondo e del pezzo La Ferrovia, che chiude un disco squisitamente indie-pop. Se avete la voglia, e il coraggio, di tornare indietro nel tempo e sentirvi di nuovo una liceale triste/innamorata/incazzata, con le punte dei capelli rosso fuoco, le magliette di Emily the Strange e i polsini di pelle con le borchie, beh… questo è il disco che fa per voi!

Mariangela Santella